Il Tirreno

Lucca

Russo l’aspettava sotto casa con la benzina

di Gianni Parrini
Russo l’aspettava sotto casa con la benzina

Pasquale si era presentato in via delle Cornacchie La donna alle amiche: «Ma che mi farà mai...?»

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LUCCA. «Ma che mi farà mai..?». Da qualche giorno lo diceva alle amiche più care, quelle che temendo per il suo bene le avevano consigliato di denunciare Pasquale Russo, l’uomo arrestato con l’accusa di omicidio volontario. Vania Vannucchi si ripeteva quella frase per allontanare i cattivi pensieri. Era una sorta di mantra scaramantico, che purtroppo non è riuscito ad allontanare il suo demone. Oggi, purtroppo, quella domanda ha una tragica risposta. La 46enne madre di due figli è stata cosparsa di benzina e bruciata come una strega nella mattina di martedì, il dies irae di Pasquale Russo. Poco prima della mattanza l’uomo si era presentato a casa della donna con la tanica di carburante che poi le ha rovesciato addosso al Campo di Marte.

È quanto emerge dalla ricostruzione delle ore precedenti l’aggressione. Una ricostruzione che gli inquirenti stanno portando avanti scrupolosamente per valutare la possibilità di aggiungere l’aggravante della premeditazione al capo di imputazione che pesa sull’uomo: omicidio volontario. Nonostante Pasquale Russo abbia sostenuto nel primo interrogatorio di non avere rapporti con quella donna da oltre 7 mesi, gli inquirenti sono convinti del contrario. Aspettano la copia forense (ovvero l’acquisizione in formato digitale) dei dati dei cellulari di Vania (due) e Pasquale. Questi contenitori di segreti potrebbero svelare uno scenario ben diverso e soprattutto smentire la versione di Russo.

Secondo la ricostruzione degli investigatori della squadra mobile Vania e Pasquale si sono visti la mattina di martedì poco prima delle nove. La donna si sveglia e scopre che il cellulare che solitamente lascia sul comodino è sparito. Subito sospetta di Pasquale, che già in precedenza si è introdotto in casa sua furtivamente. L’uomo non accetta l’interruzione del loro rapporto: è geloso e, ipotizzano gli inquirenti, forse le ha rubato il cellulare per controllarne il contenuto. Teme che la 46enne possa aver stretto nuove amicizie e cerca prove a sostegno di questa sua ossessione.

Così, intorno alle 9, Vania si presenta al San Luca dove Pasquale lavora: chiede di riavere il telefono. L’uomo nega di averlo rubato, dice di non saperne niente. I due alzano la voce e alcuni testimoni assistono alla scena. La donna se ne va, minacciando di andare a far denuncia.

Torna a casa e poco dopo, intorno alle 10,30, si presenta alla stazione di Borgo Giannotti insieme al figlio. «Voglio denunciare un furto», dice ai carabinieri che già la conoscono, dato che il suo ex marito è un militare. Ma al momento di indicare in Pasquale Russo il responsabile del furto si blocca, non fa nomi. E tanto meno racconta delle aggressioni subite dall’uomo negli ultimi tempi. L’esposto raccolto dai carabinieri parla chiaro: è contro ignoti.

Nel frattempo nella testa di Pasquale Russo monta la rabbia e non solo quella. I suoi legali puntano a dimostrare che questo padre di famiglia, sotto antidepressivi da un mese, è vittima della follia. Ma qualora lo fosse, di certo non sarebbe priva di metodo.

I fatti sembrano dimostrarlo. Qualche ora dopo aver discusso con Vania, Pasquale prende una tanica trovata in ospedale, sale in scooter e va al distributore Q8 di viale Castracani. Le telecamere di sorveglianza lo immortalano mentre la riempie. Sono le 12,18 e dieci minuti dopo l’uomo si presenta in via delle Cornacchie, dove Vania abita assieme ai figli. Con la tanica di benzina nascosta nel bauletto dello scooter Russo suona il campanello: chiede di poter salire in casa per chiarire. Ma Vania non apre. Lo lascia al cancello e da lontano gli dice averlo già denunciato ai carabinieri. Non è vero, ma così dicendo pensa di riuscire ad allontanarlo. A quel punto rientra in casa e spera che Russo se ne vada. Ma l’uomo ha già in mente il suo piano malefico: il 46enne resta in zona, e pochi minuti dopo, quando Vania esce per andare al lavoro i due si incrociano nuovamente. La donna probabilmente è già in macchina, Russo l’affianca: . «Ti ridò il cellulare», questo potrebbe averle detto per indurla ad andargli dietro al Campo di Marte. Ma le sue intenzioni sono ben altre. Quello che succede dopo è cosa nota. I due litigano di nuovo e quando Vania fa per salire in macchina e andarsene, Russo prende la tanica di benzina e gliela rovescia addosso. Poi le fiamme, la fuga silenziosa dell’uomo che fa da contraltare alle urla disperate della donna: «Fatemi parlare con mio babbo o con mio marito». Dopo averla sedata, qualcuno tra i soccorritori le passa il telefono. «È stato Pasquale, mi ha rovinato...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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