Il dolore
La legge sulla certezza della pena è in stand-by da oltre un anno
Si trova ad oggi, ufficialmente, “in stato di relazione” al Senato la modifica all’articolo 438 del codice di procedura penale in materia di inapplicabilità e di svolgimento del giudizio abbreviato....
Si trova ad oggi, ufficialmente, “in stato di relazione” al Senato la modifica all’articolo 438 del codice di procedura penale in materia di inapplicabilità e di svolgimento del giudizio abbreviato.
“In stato di relazione” però la proposta di legge votata quasi all’unanimità dalla Camera dei deputati e promossa dalla commissione giustizia si trova da un anno compiuto: il giorno dell’ok della Camera era stato infatti il 31 luglio 2015.
Una proposta di legge nata anche sulla scia della protesta per la certezza della pena avviata da Maria Grazia Forli, la mamma di Vanessa Simonini vittima di femminicidio nel 2009, quando aveva soltanto vent’anni, e sostenuta dalla parlamentare garfagnina del Pd Raffaella Mariani.
Lo spirito della proposta di legge è di porre uno stop al giudizio abbreviato per i crimini efferati, mettere fine al patteggiamento (sconto di un terzo di pena) per reati specifici come strage, omicidio premeditato o aggravato da sevizie, violenze sessuali o motivi abietti, tratta di persone, sequestro di minori o di persone con scopo di estorsione a cui consegue la morte dell'ostaggio.
Se il Senato facesse arrivare il suo via libera, la proposta diventerebbe legge dello legge dello Stato.
Invece stenta. E la motivazione addotta, allo stato attuale, è la modifica in corso al codice penale nel suo complesso.
Significa in sostanza che anche per omicidi efferati e per stragi continueranno a essere vigenti i benefici di legge previsti dal codice allo stato attuale.
L’auspicio è che la modifica sia portata a termine. Anche perché, ad oggi, non sembra scontato che lo sarà.
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