Il dolore
La burocrazia blocca la salma per tre giorni
Assurda trafila per l’espatrio di una signora albanese morta martedì La nipote attacca le agenzie funebri e il Comune, annunciando possibili cause
CASTELNUOVO. Settantadue ore per l'espatrio della salma di una signora albanese morta a Castelnuovo. Tre giorni da incubo per i parenti della signora Nevrskuse Malo, 78 anni, residente a Coreglia Antelminelli e deceduta per cause naturali martedì mattina all'ospedale Santa Croce di Castelnuovo. La nipote Adriana, che ha seguito le pratiche per il rimpatrio della salma, denuncia quanto accaduto nelle ore successive alla morte della zia attaccando sia l'agenzia funebre di cui si è servita che gli uffici del comune di Castelnuovo.
Tutto inizia martedì mattina quando nelle prime ore del giorno, la signora Malo muore nel letto di ospedale a Castelnuovo. I parenti si rivolgono ad un'agenzia funebre di La Spezia perchè si occupi della documentazione da raccogliere necessaria all'espatrio in Albania: il certificato di morte, il passaporto, la richiesta del marito e il certificato Istat. «Noi abbiamo consegnato quanto dovevamo all'agenzia che ha poi deciso di appoggiarsi ad un collega della zona per completare la procedura. Eravamo dunque solo nell'attesa del nulla osta da parte del consolato albanese di Milano – racconta Adriana – l'agenzia di Fornaci ha coinvolto per l'invio della documentazione anche gli uffici comunali di Castelnuovo, ma l'email inviata al consolato di Milano non conteneva tutti i documenti necessari. Avendo conoscenze presso il consolato di Bari, abbiamo messo in contatto la nostra amica che lavora in Puglia con il Comune. Mercoledì mattina tutto era ancora fermo, il Comune non aveva rilasciato il documento Istat e la situazione non si sbloccava. Per giovedì mattina avevo fissato appuntamento con le due agenzie funebri, ma nessuna delle due si è presentata ed io sono partita verso Lucca per andare in prefettura a far timbrare il certificato di morte che poi ho inviato personalmente al Consolato. Mancando però ancora il documento Istat, mi sono rivolta ai carabinieri. Sono arrivata in caserma in lacrime, per fortuna i militari hanno compreso il mio stato d'animo e sono intervenuti chiamando il Comune. Solo allora è arrivato il rilascio del documento». Non solo il dolore per la perdita della zia, non solo la trafila burocratica, Adriana denuncia anche un trattamento irriguardoso: «In Comune sono stata trattata male mi sono sentita discriminata e sto valutando il da farsi con il mio avvocato». Il nulla osta è arrivato quindi alle 15,30 di giovedì e ieri mattina la salma è partita da Bari verso l'Albania dopo un ultimo passaggio alla prefettura: «In tutto questo sono rimasta in Italia solo io ed uno dei figli di mia zia: il resto della famiglia era già partito all'indomani della morte questo ha aumentato ancor più la tensione ed il dolore, tanto che mio cugino si è pure sentito male».
Luca Dini
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