Proteste
Codice rosa, è emergenza In una notte tre donne picchiate
LUCCA. «Anche la notte appena trascorsa all’ambulatorio del Codice rosa del San Luca sono arrivate tre donne maltrattate, una aveva tre figli piccoli, uno di soli venti giorni». La misura della...
LUCCA. «Anche la notte appena trascorsa all’ambulatorio del Codice rosa del San Luca sono arrivate tre donne maltrattate, una aveva tre figli piccoli, uno di soli venti giorni». La misura della violenza di genere sul nostro territorio è questa: lo conferma la dottoressa Piera Banti, responsabile del Codice rosa. Ancora sconvolta perché, racconta, «conoscevo sia Vania che il suo carnefice: capite bene oggi la mia rabbia e il mio senso di sconfitta». Ancora più sconvolta perché «Vania non mi ha mai chiesto aiuto, nonostante le molestie iniziate da settimane. Lavorava a Cisanello, ma voleva chiedere il trasferimento a Lucca, tornare da noi. Ho passato giorni e notti con lei a lavorare. Era una persona solare e non lo dico tanto per dire, era una donna che amava la vita. Anche il suo assassino lo conoscevo, era addetto al trasporto dei farmaci. L’ho refertato io quando lo hanno condotto in ospedale dopo quanto era accaduto. Nella stanza rosa ha detto per la prima volta di essere stato presente sul luogo del reato. Mi sono chiesta perché Vania non abbia chiesto aiuto: lo capisco, è difficile farlo nel luogo in cui lavori. Non si è fidata delle istituzioni: questo mi ha messo in crisi». Come già riportato in una sua intervista giorni fa al Tirreno, Piera Banti torna a insistere sull’urgenza che c’è nel Codice rosa: le risorse. «Dal 2009 al 2011 dodici donne sono state uccise in provincia di Lucca. Da quando è nato il Codice rosa, nel 2012, di femminicidi non ce n’erano più stati. Quello di Vania è il primo. Da quando il nostro servizio è nato ho chiesto alle istituzioni più risorse. Non si può aspettare di avere un delitto per parlare di fondi, per prendersi impegni. Non si può andare più avanti con il volontariato: bisogna avere cose concrete e le istituzioni devono prendersi le loro responsabilità. Non voglio più insegnare alle donne a difendersi, voglio insegnare agli uomini a non uccidere». Dal 2012 ad oggi il Codice rosa ha trattato 1490 persone trattate, di cui 1305 adulti e 185 bambini. Per il 70% si è trattato di donne». (b.a.)
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