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Ragazze comprate come merce

Ragazze comprate come merce

Prostituzione, operazione dei carabinieri: tra le vittime anche una sedicenne

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LUCCA. Esistono molte forme di violenza nei confronti delle donne. E non è meno disgustoso lo sfruttamento delle donne, se non addirittura delle ragazzine, a scopo sessuale. In questa direzione un’operazione è stata messa a segno dai i carabinieri del reparto operativo del comando di Lucca, i quali hanno notificato, a Torino e a Prato, due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di un albanese e di una rumena, responsabili dei reati di “tratta di persone”, “sfruttamento della prostituzione e prostituzione minorile”.

Si tratta di Besnik Metuschi, 28enne albanese, attualmente detenuto a di Prato in quanto uno degli autori, insieme a Lorenc Marini e Florind Marini (recentemente estradato in Italia) dell’omicidio di Ugo Canozzi, l’ex poliziotto di Minucciano ucciso durante una rapina; e di Corina Elena Vasilas, 35 anni di origine rumena, domiciliata a Torino.

I fatti al centro del provvedimento vennero alla luce nel corso delle indagini condotte dai carabinieri dopo l’omicidio di Ugo Canozzi.

Gli investigatori riuscirono a identificare fra i partecipanti alla rapina proprio Besnik Metushi, arrivato da Torino per compiere il colpo. Nel capoluogo piemontese Metuschi aveva altri interessi criminali, in concorso con Corina Elena Vasilas, considerata la basista della banda, e due suoi fratelli, (non colpiti, al momento, da misure cautelari). Il ruolo della donna rumena era quello di adescare giovani ragazze, anche minorenni, (rumene, bulgare e albanesi) con la promessa di facili guadagni e di altri vantaggi. Una volta arrivate in Italia le ragazze venivano letteralmente “vendute” ai fratelli albanesi che le avviavano alla prostituzione sulle strade di Torino.

La presenza di almeno uno dei fratelli era sempre garantita, anche quando qualcuno di loro rientrava in patria, in modo da assicurare un controllo anche fisico sulle giovani prostitute alle quali – attraverso minacce di ogni tipo e metodi brutali – imponevano ritmi sostenuti, pretendendo, in alcuni periodi, che lavorassero sia di giorno che di notte, facendo loro rare concessioni.

I fratelli Metushi erano anche riusciti a reperire, a Torino, alcune abitazioni date poi in uso alle ragazze, che saltuariamente le utilizzavano per esercitare il loro lavoro. In particolare, spiegano i carabinieri, è stata accertata la “vendita” di una minorenne rumena di 16 anni, che proprio per questo veniva fatta prostituire in casa, per evitare che incappasse in controlli.

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