Il dolore
Viabilità: «Quel piano non piace»
Prosegue la raccolta di firme per dire no al progetto collegato al sottopasso
CAPANNORI. Sono già decine le firme raccolte dal Comitato per una viabilità sostenibile e la salvaguardia del territorio per chiedere al Comune di rivedere il progetto che comprende una nuova strada, due rotonde e un sottopasso camionabile. Gli incaricati stanno girando per le frazioni Tassignano, Santa Margherita, Pieve San Paolo e Carraia. Inoltre è possibile prendere visione della petizione e sottoscriverla anche all'associazione Samarcanda, al centro ippico in via del Casalino.
«Che il raddoppio ferroviario non interessi solamente chi abita a ridosso della ferrovia inizia a essere chiaro a tutti – scrive il comitato in una nota – non è un caso che il comitato, nato all'ombra del campanile della chiesa di Tassignano sia riuscito a coinvolgere i residenti da via del Corazza a Pieve San Paolo a via del Quagliodromo a Tassignano, passando per Santa Margherita e Carraia. È chiaro che l'ipotesi della cosiddetta "bretellina via Chelini-Pip" si lega direttamente al progetto degli assi viari. Sia che venga realizzata con un grande tunnel davanti alla chiesa di Tassignano o con un passaggio a filo campagna poco distante, si tratta in ogni caso di una nuova viabilità camionabile di categoria C1, larga 10,5 metri e lunga 1,5 km che porta con sé due rotonde camionabili e un nuovo cavalca autostradale a 400 metri da quello già esistente a Carraia. Così come è chiaro che via del Casalino verrebbe solo formalmente alleggerita dall'inquinamento con la chiusura del passaggio a livello. In realtà convogliando volutamente i mezzi pesanti dalla Romana zona Cimitero Tassignano verso il Pip di Carraia, lungo la superstrada che andrebbe a tagliare da nord a sud Carnaio e Tosso, sarebbe proprio la zona di via del Casalino a ritrovarsi a fare i conti con Pm10 e ossidi di azoto, poiché i venti della Piana soffiano da ovest verso est. Anche sulla via di Tiglio a Pieve San Paolo è un argomento delicato, proprio perché gli accessi alle case sono a ridosso della strada e la sede stradale per gli attuali mezzi di trasporto è molto stretta. A Carraia ci si domanda a cosa sia servito togliere il casello autostradale per riportare volutamente i camion qualche metro più in là e soffocare gli abitanti di via del Blocco tra due cavalcavia autostradali».
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