Il Tirreno

Lucca

Rifiuti non riciclabili Appello alle aziende

Rifiuti non riciclabili Appello alle aziende

CAPANNORI. Pannolini e pannoloni usa e getta, penne a sfera e le "cicche" di sigaretta. Sono alcuni dei 24 prodotti non riciclabili che non risultano "digeribili" dal sistema di gestione degli scarti,...

2 MINUTI DI LETTURA





CAPANNORI. Pannolini e pannoloni usa e getta, penne a sfera e le "cicche" di sigaretta. Sono alcuni dei 24 prodotti non riciclabili che non risultano "digeribili" dal sistema di gestione degli scarti, né riciclabili, né compostabili e che, quindi, finiscono nel sacco grigio. Da qui l'iniziativa del Centro Rifiuti Zero di Capannori che ha stilato una lista nera, denominata "Quella sporca doppia dozzina", come il celebre film di guerra del 1967, inserita in un documento di sensibilizzazione, redatto insieme a Zero Waste Italy e Ambiente e futuro. Alla lista seguiranno le lettere inviate ai principali produttori di questi prodotti "incriminati", con la campagna chiamata “C'è posta per te”, finalizzata non tanto a innescare sterili conflitti quanto a favorire processi di collaborazione per migliorare le progettazioni del prodotto.

Dagli studi condotti dal Centro Rifiuti Zero del Comune di Capannori sulla percentuale di rifiuto indifferenziato, che nel capoluogo della Piana si attesta sul 20%, è emerso che oltre la metà di questo residuo è frutto di errori di progettazione che non rende differenziabile un lungo elenco di prodotti. Parte da qui questa campagna di responsabilizzazione per rendere il prodotto riciclabile, sull'esempio di quanto già successo con il caso delle capsule per il caffè. Al centro della campagna promossa dal Centro Rifiuti Zero c'è anche il caso del bicchierino di Estathè, prodotto di largo consumo soprattutto tra i giovani, che pur essendo conferibile nella raccolta differenziata della plastica o del multimateriale leggero, è difficilmente riciclabile (composto da polimero di polistirene) e che, tra l'altro, viene ritrovato abbandonato ovunque nei piazzali lungo le strade e di fronte alle scuole perché spesso consumato all'aperto.

«Il senso e il compito dell’iniziativa è studiare il rifiuto urbano residuo per capirne le patologie, che ancora costringono i cittadini, pur virtuosi, a consegnarlo alla fase dello smaltimento – spiega Rossano Ercolini coordinatore del Centro Ricerca e presidente di Zero Waste Italy – e quindi rimpiazzando prodotti, e non solo imballaggi, non riciclabili o compostabili e non riusabili con altri frutto di una progettazione che miri ad allungare il ciclo di vita dei prodotto o perlomeno a renderlo riciclabile».

Per il sindaco Luca Menesini «con questa iniziativa si apre una nuova ed importante fase della strategia Rifiuti Zero (dopo la raccolta porta a porta su tutto il territorio ndr). Ora le aziende vengono invitate a svolgere una progettazione che si faccia carico dell'intero ciclo di vita dei loro prodotti in una concezione che va "dalla culla alla culla" per una sostenibilità ambientale e un azzeramento dello spreco di risorse in un modello economico circolare pensato per potersi rigenerare da solo».

Tra i prodotti non riciclabili anche cd e floppy disk, bancomat, tessere plastificate e lettiere sintetiche. (n.n.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web