Sicurezza
Violenza sulle donne, l’emergenza continua
Sono finora 187 i casi del 2016. Il prefetto elogia il lavoro della task force che tutela le vittime
LUCCA. La violenza su donne e minori è un’emergenza che continua: non accennano a calare i dati provinciali sugli accessi al Codice Rosa. Li ha rivelati il prefetto Giovanna Cagliostro durante un incontro istituzionale a Seravezza. «I dati rilevati dal Codice Rosa attivo su Lucca dicono che i casi di intervento si attestano a 250 nel 2012, 353 nel 2013, 402 nel 2014, 391 nel 2015 e 187 dal 1 gennaio al 30 giugno del 2016. I casi trattati riguardano maggiormente gli adulti per maltrattamento (210 nel 2012, 295 nel 2013, 338 nel 2014, 314 nel 2015 e 148 nel periodo gennaio – giugno 2016). Minore risulta essere il numero di abusi e stalking (6 nel 2012, 5 nel 2013, 17 nel 2014, 6 nel 2015 e 4 nel semestre di riferimento dell’anno in corso). Riguardo ai casi pediatrici per maltrattamento ed abusi si rilevano 28 accessi nel 2012, 46 nel 2013, 42 nel 2014, 64 nel 2015 e 33 nel periodo gennaio-giugno 2016. Da sottolineare come l’aumento dei casi emersi corrisponda non tanto all’aggravarsi del fenomeno quanto piuttosto all’efficacia delle politiche di informazione e accoglienza perché sempre più donne prendono coraggio e denunciano».
Il prefetto ha insistito sulla necessità di lavorare in ambito educativo e su quello dei sentimenti – in particolare parlando agli uomini «per aiutarli a non cedere alla violenza ed indurli all’ascolto e al confronto» –, ha sottolineato l’importanza di strumenti legislativi efficaci, come la legge 119/2013 che consente l’allontanamento del coniuge molesto e l’ammonimento, e l’opportunità di dar vita ad attività di carattere sociale come gli sportelli di ascolto e di denuncia, i presidi anti-violenza, le case-rifugio per donne maltrattate, l’attivazione di linee telefoniche dedicate, l’assistenza attraverso personale specializzato. Il prefetto ha infine sottolineato gli ottimi risultati ottenuti a Lucca dalla task-force interistituzionale composta da Procura della Repubblica, Usl Lucca, Comune, Provincia e Prefettura con l’attivazione di un “Percorso Rosa” che prevede al pronto soccorso del San Luca un percorso privilegiato e protetto anche in termini di riservatezza e tutela della vittima».
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