«Con la nuova classificazioni più lavori senza rincari»
LUCCA. Più investimenti, ma senza aumenti: è, sostiene il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord, l’effetto dell’adozione del nuovo “piano di classifica”. L’aumento dell’investimento per la sicurezza...
LUCCA. Più investimenti, ma senza aumenti: è, sostiene il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord, l’effetto dell’adozione del nuovo “piano di classifica”.
L’aumento dell’investimento per la sicurezza idraulica del territorio (700mila euro all'anno in più solo sulla Piana lucchese e in particolare nel capoluogo), viene sottolineato, non comporta un aumento del gettito richiesto attraverso il contributo di bonifica: «E questo è possibile grazie all'efficientamento dell'attività consortile; grazie all'aumento del contributo richiesto alle cave estrattive del territorio della Valle del Serchio, della Versilia e soprattutto di Massa Carrara, che viene più puntualmente adeguato (con un incremento di oltre il mille per cento all'anno) al beneficio ricevuto dall'attività del Consorzio; e grazie al recupero delle posizioni dei contribuenti, che ha permesso di rintracciare e di mettere a ruolo più di 1.300 "immobili fantasma" solo nell'ultimo anno. In questo modo, si può anche far fronte al raddoppio del reticolo idraulico posto in manutenzione dall'ente, passato da 4.300 a 8.122 chilometri».
Il “piano di classifica”, approvato all’unanimità dall’ente, è una specie di "piano regolatore" dei corsi d'acqua: ovvero, il mezzo tecnico chiamato a definire il beneficio che gli immobili ricevono dall'attività di manutenzione effettuata dal Consorzio e il modo in cui il contributo di bonifica deve essere ripartito tra i contribuenti.
«L'equità contributiva è il principio alla base del nuovo piano di classifica – dice il presidente del Consorzio Ismaele Ridolfi – abbiamo dato omogeneità alla situazione dei consorziati: adesso abbiamo gli stessi criteri per calcolare il contributo, col superamento delle diversità derivanti da diversi piani di classifica fino ad adesso utilizzati nelle singole aree, e quindi otteniamo più eguaglianza e giustizia nel pagamento dei tributi. I consorziati ora sanno con sicurezza che, a parità di beneficio ottenuto dalla attività del Consorzio e di valore dell'immobile in questione, in tutto il comprensorio a loro è richiesto lo stesso contributo di bonifica».
«La priorità – riprende il presidente del Consorzio – del lavoro svolto (tutto dalle professionalità interne del Consorzio, evitando costose consulenze, e con un risparmio di circa 75mila euro rispetto a quanto speso) è stata quella di dotare l'ente di uno strumento preciso e chiaro, di facile consultazione anche da parte dei cittadini. La logica adottata è quella di pagare tutti per pagare meno. Con un occhio di riguardo al mondo agricolo, a cui viene riconosciuto un ruolo fondamentale nel presidio del territorio: per questo, è stata prevista una riduzione del contributo complessivo richiesto ai beni produttivi agricoli, tra cui le serre».
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