Il Tirreno

Lucca

Sonnenfeld: Garzella si deve dimettere

L’ex consigliere: ormai ha smarrito la propria parte. Il 1998? Perdemmo per colpa dei partiti

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LUCCA. Matteo Garzella deve dimettersi da presidente del consiglio comunale. A sostenerlo è un ex consigliere di centrosinistra, Guglielmo Sonnenfeld, che ricorda come il presidente «impegnato in questi giorni nella sua personale campagna elettorale volta a coagulare gli scontenti dell'Amministrazione Tambellini, mi ha convocato per celebrare il 151° anniversario del Consiglio Comunale. Passi il 150° ma istituzionalizzare l'anniversario come ricorrenza annuale trasforma l'evento in un patetico amarcord, reduci e combattenti tutti insieme. Ben altri gesti ed azioni sarebbero necessarie per ridare credito alle istituzioni ed alla politica. Nel caso di Garzella, dare le dimissioni da Presidente del Consiglio Comunale».

Secondo Sonnenfeld, «nello svolgere un ruolo che richiede di essere super partes Garzella ha finito per smarrire la propria “parte”, condizione essenziale per chi vuole esercitare un ruolo nella politica, altrimenti tutto diventa uno scontro di interessi personali, di bande. Nell’analisi politica che dovrebbe avvalorare la sua tesi, sostiene che a Lucca nel 1998 sono state perse le elezioni dal centrosinistra perché non furono fatte le primarie! Nel 1998 furono perse le elezioni perché in nome del partito di Garzella, i Ds, il dirigente regionale Fragai e Maria Eletta Martini, a nome dei popolari, imposero al candidato a sindaco uscente di farsi da parte e lo costrinsero a ricandidarsi con la lista civica “Vivere Lucca”. Le primarie allora furono richieste a gran voce dal popolo del centrosinistra, ma la consultazione fu effettuata nel comitato ristretto dei partiti. Dopo quella esperienza, nel Partito Democratico poi costituito, si affermò la regola che un sindaco uscente, non sfiduciato politicamente in consiglio, doveva essere ricandidato per il secondo mandato. Le primarie a Lucca, anticipando quanto poi avvenuto a livello nazionale, furono fatte nel 2002 per decidere tra il candidato Lazzarini e Barsotti. Vinse Lazzarini che perse poi le elezioni. Garzella si auto definisce "la scintilla" che innesca il meccanismo delle primarie, ma di fatto sarà ricordato nello stesso ruolo del militante che, nella sede dei Ds in via S. Giustina, aprì la porta a Giulio Lazzarini per introdurlo in quel corridoio senza via d'uscita dove Fragai, seduto in fondo ad attenderlo dietro una scrivania, gli comunicò: “caro Giulio, ti ringraziamo per aver risanato il Comune, ma ora i partiti hanno deciso che devi farti da parte”. Scena e personaggi nuovi ma che nella sostanza per uno scontro di potere e non per l'interesse della città, ripercorrono i medesimi errori».

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