Il dolore
SE ORDINANZE E SANZIONI NON BASTANO
Ok, la coperta è sempre corta. Se i vigili sono a caccia di chi fa pipì sulla statua di Puccini, non possono stare in piazza Santa Maria per far rimuovere le decine di macchine parcheggiate in...
Ok, la coperta è sempre corta. Se i vigili sono a caccia di chi fa pipì sulla statua di Puccini, non possono stare in piazza Santa Maria per far rimuovere le decine di macchine parcheggiate in sprezzo alle regole e alla civiltà. Ma proprio per questo emanare (e annunciare) ordinanze draconiane rischia di essere un boomerang in una città che si trova a fare i conti con i problemi della “movida” a scoppio ritardato (e anche con intensità diversa) rispetto a tante altre, Pisa in testa.
Sabato sera i carroattrezzi in piazza Santa Maria non si sono visti. Forse ci saranno nelle prossime sere. Ma non è il prima o il dopo che conta. È se le regole sempre più ferree (e i loro annunci) servano veramente o siano armi spuntate, che colpiscono uno per educare nessuno.
È quasi banale dire che un centro storico come quello di Lucca merita rispetto. Ed è chiaro che il rispetto dovrebbe partire dall’educazione personale di ciascuno. Ma tutto questo, oltre che un po’ stucchevole, rischia di trasformarsi in una autoassoluzione collettiva: cosa posso fare io per migliorare la situazione se tanto gli altri continuano a comportarsi male?
I punti di aggregazione serali sono i locali. E proprio questi devono essere coinvolti in un progetto che quantomeno provi a limitare i danni. Il rapporto fra il Comune e gli esercenti non può limitarsi alla sanzione, anche se doverosa. Da inizio giugno si discute dell’ordinanza anti-movida, e l’estate è oltre il suo giro di boa. Da ora in poi sarebbe meglio usare tempo ed energie per ragionare su una responsabilizzazione dei giovani (e non solo) che passi attraverso i luoghi dove si ritrovano. Certo, questo non può bastare. Ma per quello che rimane fuori ci sono sempre le ordinanze. Anche senza troppi annunci. (l.c.)
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