Il Tirreno

Lucca

«Per la città più educazione e meno egoismi»

«Per la città più educazione e meno egoismi»

L’edicolante di via Santa Croce non risparmia critiche all’associazione commercianti e al Comune

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LUCCA. «Per far convivere turismo, residenti e attività – tutte le attività – serve più educazione e meno egoismo. E un’amministrazione presente». Gino Cerboncini, “commerciante residente”, interviene sulla situazione del centro storico di Lucca, compresso tra le ondate del turismo e i cambiamenti che hanno coinvolto la città negli ultimi anni. E non risparmia critiche. A nessuno. « Ancora una volta dopo tanti anni mi viene da sorridere nel sentir parlare di centro storico dalla commissione così denominata – scrive – Per l'Associazione Commercianti il centro storico è solo una parte della città: si riferiscono all'asse piazza Napoleone, piazza San Michele, via Fillungo, piazza Anfiteatro, piazza San Frediano. Qui comincia e finisce ogni manifestazione. Ora si enfatizza la richiesta per piazza Santa Maria, guarda caso sempre in asse, il che fa diventare l'allocazione un semicerchio che esclude. Forse anche la parte nord- est e sud fa parte del famigerato centro storico, ma qui invece si tolgono anche le più piccole cose (vedi mercati). Tutti vogliono, chiedono, si lamentano nel solo interesse personale e c'è sempre qualche scontento di parte».

Lo storico edicolante di via Santa Croce fa un’analisi dei cambiamenti che hanno coinvolto Lucca negli ultimi anni: «Questa è sempre stata una città commerciale, dall'artigiano all'industria – scrive Cerboncini – Le persone venivano anche da fuori regione per trovare ciò che in altre città non si trovava. Logico che le lobby fossero commerciali: una volta a farla da padroni erano i settori del vestiario e del calzaturiero con qualche locale come Casali, Caffè delle Mura, Pult, ecc. Pur chiedendo ognuno per la propria parte, riuscivano in qualche modo a trovare un qualcosa per tutti. Adesso? Il caos e l'anarchia regnano sovrani. Le nuove lobby (ristoranti, pizzerie, gelaterie, noleggi bici e bar) impongono la loro legge! Orde di turisti incolonnati dietro un ombrello alzato impongono alla città uno stress che diviene nocivo e "contro tutto"!»

Infine, Cerboncini fa un richiamo all’educazione e all’unità ma punta il dito contro un’amministrazione considerata poco presente. «Affinchè il turismo sia compatibile con lo svolgimento della vita di tutti i giorni, servirebbe più educazione e meno egoismo da parte di tutti. Educare, vero sindaco? L'amministrazione comunale è completamente assente, non fa, non sostiene, non controlla, non dispone niente in modo che ognuno si senta libero di fare ciò che vuole senza controllo! Anzi interviene con sanzioni in tutti quei casi che il buon senso eviterebbe, ma mai contro le lobby! Permessi, autorizzazioni, interessi , tutte le complicazioni burocratiche, ma niente buon senso, niente coinvolgimento degli interessati, niente soluzioni eque e sostenibili per la cittadinanza e popolazione. Spero che il sindaco e la sua corte abbiano il buon senso di non ripresentarsi».

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