Il Tirreno

Lucca

Rissa notturna in via San Paolino

di Gianni Parrini
Rissa notturna in via San Paolino

Lucca: un uomo ferito alla testa da una bottigliata, sul posto arrivano le forze dell’ordine ma i litiganti si danno alla fuga

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LUCCA. Un uomo riverso a terra in una pozza di sangue. Lì vicino i vetri di una bottiglia rotta e un mazzo di rose abbandonato in fretta e furia da un qualche venditore impaurito dallo spettacolo di violenza a cui ha appena assistito. Sabato notte, poco dopo l’1, via San Paolino è stata teatro di una feroce lite tra cittadini stranieri: 3-4 uomini di nazionalità rumena e su di giri per l’alcol, se le sono date di santa ragione. Uno di loro è stato colpito alla testa con una bottiglia ed è caduto a terra pieno di sangue. Un giovane che abita lì vicino ha assistito alla scena rientrando a casa: «C’era quest’uomo fermo a terra in una pozza di sangue – racconta – Attorno c’erano altri soggetti che urlavano. A quel punto sono entrato in casa e ho chiamato la polizia. Non è la prima volta che accadono episodi del genere: la zona è frequentata da personaggi poco raccomandabili. Servono maggiori controlli».

Il fatto è accaduto davanti alla chiesa di San Paolino: stando alle testimonianze, sembra che i litiganti avessero preso da bere al Kebab che si trova sull’altro lato della strada. La centrale operativa del 118 Alta Toscana ha inviato sul posto l’auto medica e un’ambulanza della Misericordia. Sono intervenute anche le volanti della polizia, ma quando sono arrivate i partecipanti alla rissa se l’erano già data a gambe. L’uomo che ha avuto la peggio, si sarebbe fatto accompagnare al Pronto soccorso per essere medicato. L’arrivo di ambulanze e forze dell’ordine ha attirato l’attenzione di residenti e passanti (a quell’ora ancora numerosi per le vie), tant’è che ieri in centro non si parlava d’altro. Dell’accaduto sono stati informati anche i carabinieri.

Un episodio inquietante che fa seguito a una serie di alti fatti poco piacevoli, che di recente si sono verificati proprio in quella zona. All’inizio del mese nel mirino era finito il bistrot del ristorante-tavola calda «Il Piccolo Mondo», in piazza dei Cocomeri, gestito dalla società «Alyan» di Beata Kowalska e Mario Bini. Ignoti si erano divertiti a spaccare due vasi da fiori, a portar via due ombrelloni messi a copertura dei tavolini esterni e ad appiccare il fuoco ad altri due parasole con le fiamme che poi avevano avvolto anche gli arredi, provocando danni per alcune migliaia di euro. «Su quel episodio sta indagando la procura – spiega il titolare Mario Bini – Certo è che alcune zone della città dopo le 23 diventano invivibili. All’ora della rissa il mio locale era già chiuso, ma già da prima lo spettacolo era indecente: nel vicolo di Corte campana che fiancheggia il mio locale c’era una ragazza minorenne che stava vomitando per il troppo alcol. Non è certo un bello spettacolo per i clienti: io mi arrabbio soprattutto quando vedo dei ragazzini che si ubriacano. La movida va bene, ma ci vorrebbe un modo per tenere sotto controllo i luoghi in cui vengono distribuiti alcolici ai minori. Poi ci sono posti in cui si ritrovano personaggi che andrebbero “attenzionati” come quelli della rissa di ieri. La situazione negli ultimi anni è peggiorata: non stiamo dando una bella immagine ai tanti turisti che affollano la città».

Un altro episodio poco chiaro si era verificato nella notte tra sabato 23 e domenica 24 luglio: ignoti si erano divertiti a tagliare con un trincetto tre ombrelloni da esterno nuovi di zecca appartenenti al Caffè del Mercato di piazza San Michele, meglio noto con il nome di Peschino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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