Il Tirreno

Lucca

La tavola sul Giubileo l’ultimo regalo del maestro Possenti

di Barbara Antoni
La tavola sul Giubileo l’ultimo regalo del maestro Possenti

La rivelazione è giunta durante la messa funebre in San Frediano La chiesa si è riempita di gente comune, artisti, autorità

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LUCCA. L’ultimo regalo del pittore Antonio Possenti, all’arte e al suo amico monsignor Samuele Tognarelli, è giunto postumo a destinazione. La moglie Giuliana lo ha consegnato di persona a don Samuele, parroco di Sant’Alessio il giorno dopo la morte del marito: una tavola ispirata al Giubileo della Misericordia, realizzata dietro un garbato invito che don Samuele gli aveva rivolto attraverso la signora Giuliana. Il maestro l’ha intitolata “Amor Santo della Misericordia”. Con le sue caratteristiche figure surreali, oniriche, nella tavola ha ritratto la Madonna col Bambino che visitano una puerpera col suo piccolo, a dispetto del diavolo che spunta da sotto la coperta. Una tavola eloquente dal punto di vista espressivo, dal tono dolce e delicato come era peculiare al maestro appena scomparso.

L’opera postuma di Possenti, rivelata dall’altare della stupenda basilica di San Frediano il giorno del commiato al maestro, acquista così un valore amplificato: non è solo l’ultima opera del pittore famoso, è anche il suo saluto, il segnale della sua presenza che continuerà.

Questo è il senso del resto del ricordo che don Lucio Malanca, parroco del centro storico, ha conferito fin dall’inizio alla messa di commiato al pittore Possenti, celebrata insieme a monsignor Tognarelli, a don Franco Teani e don Piero Ciardella. «Oggi - ha detto dall’altare don Malanca - è la festa di Antonio, a Dio consegniamo una vita perché si realizzi nella sua totalità. La vita non finisce mai: è il flusso che ci porta dal Signore. Ed è la compagnia che Dio ci fa nell’affermare la sua paternità in un orizzonte di vita e bellezza».

Non a caso sono state scelti per il saluto a Possenti i brani del profeta Isaia che invita tutti alla festa, dal Vangelo di Luca sulla fatica di camminare dopo la resurrezione, dal’Apocalisse sul compimento del disegno di Dio.

Per un’ora nella basilica ci sono state parole, musica e ricordi per il maestro Possenti. A tratti i minuti sono stati assai carichi di emozione. Come quelli occupati dalla lettura di una poesia scritta di recente dal maestro scomparso. Si intitola “In viaggio” e Possenti rivela di sentirsi egli stesso un viaggiatore. Il «più pigro/ inconcludente/ intransigente/ imprevidente/ falsario/ viaggiatore famoso/ del binario morto/ del porto sommerso» recita la prima strofa.

La basilica si è riempita per questa cerimonia funebre. Tanti lucchesi, la gente che conosceva il pittore per incontrarlo abitualmente in città, per averlo conosciuto da quando era insegnante alle superiori, per apprezzare la sua arte e la sua umanità. Tra questi, figure del mondo istituzionale (il soprintendente Luigi Ficacci, i sindaci Alessandro Tambellini di Lucca, Andrea Tagliasacchi di Castelnuovo, Valerio Amadei di Coreglia, il presidente della Provincia e sindaco di Capannori Luca Menesini, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani) e del mondo dell’arte locale, tra cui il pittore Riccardo Benvenuti, il critico Marco Palamidessi, lo stilista Piero Ricci, volti noti della sfera commerciale lucchese, del mondo bancario e delle fondazioni, tra cui il presidente della Fondazione Crl Arturo Lattanzi e il presidente uscente della Banca del Monte Claudio Guerrieri. Anche il patron del Summer Festival Mimmo D’Alessandro non è mancato a salutare l’amico Possenti: il primo logo del festival, il suonatore di sassofono, era opera sua.

Tanta commozione nella basilica. I familiari dell’artista - la signora Giuliana, la moglie, il figlio Giovanni e la figlia Maria - al termine della funzione religiosa sono stati stretti in un abbraccio lunghissimo da tante persone. Il feretro coperto di fiori bianchi è stato poi condotto verso l’uscita della chiesa. A salutarlo un applauso lungo, scrosciante.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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