Il Tirreno

Lucca

Bagni, caccia ai furbi delle tasse: mancano in cassa 350.000 euro

di Emanuela Ambrogi

Nel mirino gli evasori di Imu e Tari. Per il sindaco le posizioni degli “indigenti” sono pochissime Polemica sulla chiusura dell’impianto di Piteglio, De Mattia ribadisce che non porterà a rincari

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BAGNI DI LUCCA. Sono inadempienti perché vittime della crisi o semplici evasori gli utenti di Bagni di Lucca che non hanno pagato la bolletta della Tari dello scorso anno? È questo uno degli interrogativi posti da Marco Pelagalli, del gruppo politico Voltiamo Pagina, alla luce dei dati bilancio illustrati dalla maggioranza in Consiglio comunale, dai quali emergono circa 160.000 euro non riscossi di Imu e 197.000 di Tari. Al riguardo il sindaco Massimo Betti ha assicurato che il nuovo staff, dopo avere eseguito la prima pulitura del vecchio archivio dati e gli aggiornamenti sulle incongruenze e discrepanze, passerà al recupero delle somme non riscosse, grazie a personale qualificato.Betti ha chiarito che è già stato schedato il numero dei veri indigenti, che costituiscono solo una piccola parte, e che il passo successivo sarà quello del recupero.

Il bilancio di previsione è stato chiuso con anticipo rispetto allo scorso anno ed è stato rispettato il vincolo di pareggio: sul bilancio 2015 pesano circa 750mila euro per i lavori di somma urgenza dovuti alla catastrofe del 5 marzo, quando Bagni di Lucca fu letteralmente piegata dalla bufera di vento, e non indifferente è il mancato versamento da parte dello Stato di 300mila euro dal fondo di solidarietà. A chiusura di una seduta consiliare tranquilla è stata presentata dalla opposizione l'interrogazione in merito alla chiusura “ provvisoria”(?) dell'impianto di compostaggio di Tana Termini disposta dal sindaco di Piteglio.

L'assessore Vito Valentino ha suggerito a maggioranza e opposizione di mettersi in contatto col sindaco di Piteglio, essendo più che favorevole all'uso del macchinario ideato e progettato da Giuseppe Vitiello. L'assessore ha consegnato addirittura nelle mani dei consiglieri di opposizione Pelagalli, Giambastiani e Bartoli il compost privo di odore e biologicamente testato e indicato come “sano”, prodotto dalla macchina che dovrebbe funzionare a Tana Termini. Dubbiosa e perplessa l'opposizione: Giambastiani ha affermato che l'impianto costruito “forzatamente” più di dieci anni fa ha procurato sempre danni economici e problemi, trovandosi su un sito non idoneo e provocando un forte fetore.

Bartoli ha fatto notare che il costo del trasporto dell'organico, che ora deve essere portato a Massa: da 90 euro a tonnellata passerà a 100 per lo smaltimento, più le spese di trasporto. Inoltre occorre il servizio di una ditta esterna, perché i mezzi a disposizione della Base, la società che assicura il servizio, non sono sufficienti per questo trasporto. «L'impianto riaprirà a breve? Perché è stato chiuso subito dopo la presentazione del nuovo macchinario? Siamo sicuri - ha detto Bartoli - che tutto questo non inciderà sul portafoglio dell'utente?». Sono emersi anche i tempi lunghi della lavorazione che si mangiano il guadagno in una impresa in difficoltà.

Diverso il pensiero dell'assessore Maurizio De Mattia, il quale ha affermato che bisogna «guardare lontano per cambiare rotta», arrivando a prevedere persino una irrigazione lungo l'impianto di compostaggio con il liquido separato dal compost che può produrre biogas. «Il 10% in più dovuto al trasporto - ha assicurato l'assessore - non inciderà sulla bolletta, ma consideriamo che con l'utilizzo del nuovo macchinario dai 70 giorni che occorrono ora per la lavorazione del materiale si può passare a sette giorni». Sta ora al Comune di Piteglio decidere. Intanto alla popolazione la giunta assicura che non verranno applicati gli interessi di mora sui pagamenti effettati in ritardo per la Tari di quest’anno, considerando che molte famiglie non hanno ancora ricevuto la bolletta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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