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Lucca

L’ira di Simonini: «Fatto fuori dalla commissione»

MOLAZZANA. Nessun atto consegnato prima del consiglio comunale e una esclusione dalla Commissione Elettorale. È di nuovo polemica a Molazzana con il consigliere di minoranza Simone Simonini che...

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MOLAZZANA. Nessun atto consegnato prima del consiglio comunale e una esclusione dalla Commissione Elettorale. È di nuovo polemica a Molazzana con il consigliere di minoranza Simone Simonini che denuncia i fatti accaduti nell’ultimo consiglio. Simonini, referente per la Lega Nord Mediavalle e Garfagnana, è stato eletto nella lista del sindaco Simonetti, unica presente alle ultime elezioni, salvo poi formare un gruppo autonomo in consiglio.

«Dopo la convocazione del consiglio comunale di giovedì – dichiara il consigliere comunale – mi sono adoperato nel rispetto del mio ruolo per concordare il deposito degli atti, che per l'ennesima volta non è arrivato. Una situazione non nuova che già ho esposto al Prefetto. Gli atti dovrebbero essere pronti quattro giorni prima del consiglio comunale come previsto dallo statuto comunale, ma purtroppo non è stato così e non ho ricevuto alcuna risposta».

Così, una volta iniziata la seduta del consiglio comunale, Simonini ha risposto presente all’appello e ha poi messo a verbale la sua lamentela riguardo il mancato deposito degli atti e ha quindi abbandonato la sua postazione per continuare a seguire lo svolgimento del consiglio tra le file del pubblico.

Un’ulteriore beffa per il consigliere è arrivata con il secondo punto all’ordine del giorno che doveva nominare la nuova commissione elettorale, di cui faceva parte in precedenza, dopo le dimissioni di due consiglieri: «Salvo vedere che gli stessi consiglieri dimessi sono stati nuovamente rieletti in commissione assieme ad un terzo membro, il vicesindaco, del gruppo di maggioranza – spiega Simonini – avevo già capito che era una manovra per farmi fuori dalla commissione sicuramente per ragioni politiche, ma le dimissioni e il rientro dei due consiglieri rende la vicenda ancora più grottesca. Sono stato escluso a tutti gli effetti dalla vita amministrativa, valuterò come intervenire. Mi fa solo strano che chi come il Partito Democratico parla di integrazione e voglia in qualsiasi modo far sembrare tutti paritari di diritti, escluda così nettamente chi politicamente la pensa diversamente».

Luca Dini

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