Sicurezza
«Esuberi Snai: l’obiettivo è cercare di ridurli al minimo»
PORCARI. Ben venga la compensazione dei trasferimenti, ma occorre ridurre al minimo anche gli esuberi: Narcisa Pellegrini, coordinatrice nazionale nella trattativa Snai per Fim Cisl, fa il punto...
PORCARI. Ben venga la compensazione dei trasferimenti, ma occorre ridurre al minimo anche gli esuberi: Narcisa Pellegrini, coordinatrice nazionale nella trattativa Snai per Fim Cisl, fa il punto della situazione dopo il faccia a faccia di giovedì.
«L'azienda ci ha presentato il dettaglio del piano di "tagli" occupazionali per il sito di Porcari – scrive Pellegrini – il cui numero riteniamo sia eccessivamente penalizzante per i lavoratori. Non possiamo accettare, così come dettagliato, il numero di 57 esuberi annunciati per Porcari in un contesto così delicato per l'occupazione del nostro territorio, così come non possiamo accettare i 25 trasferimenti verso altre sedi. Prendiamo atto della disponibilità dell'azienda a voler valutare un meccanismo compensativo degli spostamenti di sede dei dipendenti. Ci è stato raffigurato uno scenario che prevede che, in caso di rifiuto al trasferimento, il lavoratore potrebbe avere, dopo un adeguato periodo di formazione, la possibilità di cambiare mansione».
Ma, riprende la sindacalista, la «solita disponibilità ce l'aspettiamo, quindi, anche per ridurre al minimo il numero drastico degli esuberi annunciati (57). Come Fim Cisl Toscana Nord riteniamo prioritario che al piano industriale sia affiancata l'attuale forza lavoro nel suo insieme. In fatto di esuberi Porcari ha già pagato il suo prezzo, subendo, obtorto collo, le mancate riconferme dei lavoratori assunti a tempo determinato, 10 lavoratori che dal primo agosto non avranno più un occupazione. Quanto rappresentatoci dall'azienda non può e non deve essere "prendere o lasciare"».
«È anche vero – conclude Narcisa Pellegrini – che da parte dell’azienda pare esserci la volontà di proseguire nel confronto sindacale per la ricerca di soluzioni il meno impattanti possibili, compresa l’ipotesi di riqualificare personale per altre mansioni. Sindacalmente perseguiremo ogni azione possibile tesa a ridurre al minimo gli esuberi, consapevoli che l'efficientamento e la produttività di un'azienda non si ottengono con i licenziamenti. Abbiamo il tempo per confrontare le diverse posizioni su come sviluppare il piano industriale e lo faremo negli incontri programmati nel prossimi 7 e 15 settembre».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google