Sicurezza
Cattivi odori a Porcari Parte l’indagine Arpat
Il sindaco Baccini ha fatto anche un sopralluogo in due aziende indiziate Per risalire all’origine saranno incrociati i dati delle diverse segnalazioni ricevute
PORCARI. Il cattivo odore si sente, ma non si vede: non è, per fare un esempio, un incendio, che lo vedi da lontano e sai dove intervenire. No, la puzza che da qualche tempo attanaglia il territorio di Porcari, soprattutto nella zona sud, si sente (eccome se si sente) ma non lascia tracce visibili per capire da dove arrivi. Per questo partirà nei prossimi giorni un’indagine dell’Arpat, che coinvolgerà una fetta di territorio più vasta di quella interessata dal problema. Lo spiega lo stesso sindaco Alberto Baccini, interpellato dal nostro giornale a proposito del fenomeno denunciato da molti cittadini.
«Ho fatto anche una verifica personale – dice il primo cittadino di Porcari – e sono andato a parlare anche con le due aziende maggiormente indiziate (e non chiedetemi il nome, non lo dico), perché in passato avevano avuto dei problemi, e mi è stato assicurato che tutto avviene nel rispetto delle regole. Dalla mia verifica personale e diretta non si riscontrano anomalie in questo caso. E individuare la causa diretta è qualcosa di complicato».
Il sindaco spiega di essersi già rivolto all’Agenzia regionale per l’ambiente: «Ho parlato con il direttore dell’Arpat, e mi ha spiegato che dovrà essere fatta un’analisi conoscitiva approfondita. Cercare di individuare l’origine di un odore non è facile, anche perché non necessariamente la zona in cui si avverte è la stessa dove il fenomeno si origina. Incidono tanti fattori, dalle condizioni meteo alla direzione dei venti e il cattivo odore può arrivare anche da grandi distanze».
E questo spiega la metodologia che verrà adottata dall’Arpat per cercare di capire chi, e da dove, provochi quell’odore nauseabondo: «Proprio perché quella puzza può venire anche da lontano – riprende Baccini – mi è stato spiegato che l’indagine riguarderà un territorio assai più ampio di quello direttamente toccato dal cattivo odore». E sarà un’indagine che assomiglierà piuttosto a un sondaggio: «Ai cittadini che hanno segnalato il problema verrà consegnata una sorta di questionario, con domande sull’intensità dell’odore, gli orari in cui viene maggiormente avvertito e così via. Tenendo conto di quei dati, della zona di provenienza delle segnalazioni e delle condizioni meteo dell’area interessata si cercherà di capire, incrociando tra loro tutti questi dati, quale possa essere la sorgente di quel cattivo odore e quindi prendere i provvedimenti necessari, anche, ripeto, non è escluso che l’origine sia da individuarsi anche in zone esterne al nostro territorio». (l.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
