Il Tirreno

Lucca

Proteste continue, via dalla casa popolare

di Flavia Barsotti
Proteste continue, via dalla casa popolare

Sgomberato per essere riassegnato un alloggio Erp di piazzale Sforza. L’assessore Sichi: «Ripristinata la legalità»

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LUCCA. Una serie di situazioni al limite della legalità, e diversi comportamenti a rischio che da tempo minavano la tranquillità dei condomini, hanno spinto il Comune di Lucca a decidere per la revoca di un alloggio popolare alla famiglia marocchina assegnataria.

L'operazione è avvenuta ieri in piazzale Carlo Sforza a Sant'Anna, in una zona che, viene annunciato, sarà interessata da interventi di riqualificazione anche grazie al finanziamento regionale di oltre 6 milioni di euro per il progetto Quartieri social con l'attivazione di percorsi di socialità.

«Il rilascio – ha spiegato l'assessore Antonio Sichi tornando alla questione dell’alloggio popolare – è stato eseguito dopo una sentenza del tribunale di Lucca e dieci mesi di avvertimenti e incontri. I componenti della famiglia si sono fatti trovare con i bagagli pronti, ma abbiamo dato loro un mese di tempo per poter portare via i mobili. Se entro la fine di agosto, questi saranno ancora lì, ci preoccuperemo noi di disfarcene».

Dieci agenti della municipale, cinque carabinieri, vigili del fuoco, ambulanze del 118 con medico a bordo e assistenti sociali, sono stati necessari per placare gli animi e far sì che tutto procedesse per il meglio. Per scongiurare il rischio di gesti inconsulti, si sono resi disponibili anche i dispositivi gonfiabili da utilizzare all'occorrenza. «La confusione in questi casi c'è sempre, con qualcuno che si mette a fare le sceneggiate – continua l'assessore – ma alla fine l'operazione si è svolta in modo regolare. Le case popolari sono un sostegno per chi è in difficoltà, ma devono essere custodite gelosamente».

Al di là del caso specifico per cui il rilascio dell'alloggio è giunto in seguito ad anni di segnalazioni e lamentele che hanno visto più volte l'intervento delle forze dell'ordine, infatti, sono diverse le situazioni di morosità che il Comune sta monitorando. «Con questo messaggio abbiamo voluto ribadire il concetto che nelle case popolari si pagano il canone e le utenze, e ci si comporta in maniera civile – prosegue Sichi – è finita la ricreazione perché per noi non c'è giustizia sociale senza legalità. Come amministrazione, facciamo i fatti: quando mai è stata tenuta una linea simile in passato?».

Con questo provvedimento prosegue il percorso iniziato due anni fa per ricondurre alla legalità e alla trasparenza le situazioni che, nel tempo e in alcuni casi, si sono create all'interno delle strutture. Alla fine di agosto, l'appartamento di piazzale Sforza, verrà sottoposto a una verifica da parte dei geometri dell'Erp per rilevare la presenza di possibili danni. Ripristinate le condizioni ottimali, l'alloggio verrà riassegnato in base al bando.

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