Il Tirreno

Lucca

Gara Rsa annullata, Comune nel mirino «L’assessore riferisca»

Bianchi (FdS) e sindacati bocciano i criteri della gara L’amministrazione: «Questione tecnica e non politica»

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LUCCA. Bufera dopo l’annullamento della gara per la concessione delle Rsa di Monte San Quirico e della Pia Casa. Da una parte la consigliera Roberta Bianchi (Federazione della sinistra) chiede all’assessore Ilaria Vietina di riferire in consiglio, dall’altro il Comune riporta la questione sul piano tecnico. E il sindacato, da parte sua, annuncia per il 10 agosto un’assemblea con i lavoratori.

La consigliera Bianchi ricorda che più volte ha segnalato che «Agorà d'Italia (la cooperativa vincitrice dell’appalto, ndr) aveva vertenze in tantissimi territori perché non pagava i lavoratori. L'ho detto in Consiglio, l'ho scritto in una interrogazione all'assessore rimasta senza risposta, l'ho ribadito personalmente all'assessore, la quale mi ha risposto che se dalle vertenze non era scaturita alcuna sentenza, l'amministrazione non poteva fare niente. Il Tar evidentemente non la pensa così, visto che fra le motivazioni per annullare l'aggiudicazione, ce n'è una che riguarda proprio il fatto che l'Agorà d'Italia avrebbe prodotto "una documentazione incompleta o quantomeno insuffficiente ad attestare una capacità economica finanziaria adeguata all'esecuzione delle prestazioni oggetto della concessione». Bianchi chiede all’assessore di riferire in consiglio, precisando che siamo già al secondo caso di annullamento dopo quello della gara per l’assistenza domiciliare con motivazioni che rimandano a «una evidente inadeguatezza dell'Amministrazione nel valutare le proposte di gara. In questo momento all'esame ci sono le gare per gli asili nido, per le quali noi abbiamo già individuato numerose criticità, primo fra tutte un finanziamento inadeguatissimo. Auspichiamo che in questo caso l'amministrazione si muova con più oculatezza nel valutare le offerte».

Il Comune replica precisando che «le gare vengono fatte con certe caratteristiche che hanno un preciso impianto tecnico il quale, è stato valutato in maniera attenta. Dai risultati di gara scaturisce un punteggio che porta alla scelta del vincitore. Naturalmente trattandosi di gare di notevole rilievo vi possono essere dei ricorsi, come di fatto è avvenuto, che un giudice amministrativo poi dirime. È ovvio che sulle composizioni tecniche della gara, così come sulle risultanze, la politica debba star fuori. Le valutazioni di merito creditizio che la consigliera Bianchi avanza nei confronti di Agorà d'Italia, appartengono alla consigliera Bianchi e soltanto a lei. Il Tar ha espresso un giudizio sugli aspetti formali sull'idoneità delle garanzie bancarie della cooperativa vincitrice. Le sentenze, per quanto ci riguarda, non si interpretano e non si commentano prendendole a occasione per fare strumento di battaglia politica. Le sentenze semplicemente si rispettano».

Ma il comportamento del Comune è stigmatizzato anche da Pietro Casciani e Paola Paganelli, della Funzione pubblica Uil: « Il maggior rammarico è quello di un mancato confronto proprio sulle questioni tecniche dello stesso bando di gara, il Comune si è chiuso a riccio impedendo qualsiasi forma di discussione e collaborazione con le organizzazioni sindacali, che invece avrebbe aiutato il sistema alla miglior soluzione possibile». Il 10 agosto ci sarà un’assemblea con i lavoratori delle due Rsa.

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