Il Tirreno

Lucca

«Cambiare la viabilità legata ai sottopassi»

«Cambiare la viabilità legata ai sottopassi»

Il Comitato nato a Capannori teme un’invasione di camion e inquinamento legati agli assi viari

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CAPANNORI. Sì ai sottopassi, no alla nuova viabilità a loro collegata. Questo il senso della petizione del Comitato per una viabilità sostenibile e la salvaguardia del territorio che ha iniziato a raccogliere firme per fermare il progetto portato avanti dal Comune: «Il raddoppio ferroviario è legittimo e necessario, ma intendiamo esprimere la nostra indignazione e il nostro dissenso per il progetto di nuova viabilità collegata alla realizzazione dei nuovi sottopassi ferroviari a Tassignano, Santa Margherita e Pieve San Paolo. Questo a tutela di queste frazioni e delle altre limitrofe direttamente coinvolte (Carraia e Capannori)».

In evidenza le criticità del progetto: «L'ipotesi del sottopasso camionabile a Tassignano, in zona Chiesa, che prevede un tunnel di 350 metri, una nuova strada larga 10 metri, due rotonde camionabili e un cavalca autostrada nella zona di Carraia, tra due già esistenti, si lega direttamente al progetto degli assi viari Nord-Sud. In previsione futura, se il progetto degli assi viari si concretizzasse, tutte le zone sarebbero il crocevia del traffico pesante di tutta la Piana di Lucca con conseguenze devastanti per il territorio e per tutta la popolazione. Per garantire la salute e l'incolumità dei residenti e di chi vi transita si ritiene necessaria la messa in sicurezza della viabilità delle frazioni, con maggior segnaletica, illuminazione, marciapiedi, piste ciclabili e sensi unici nelle strade più strette».

«Oltre a essere già gravati dalla presenza delle industrie della zona Pip – prosegue il Comunicato – questi paesi sono crocevia delle strade di attraversamento nord-sud e est-ovest della Piana. La realizzazione di sottopassi, così come concepiti, produrrebbe un aumento del traffico dei mezzi pesanti con conseguente sensibile incremento di inquinamento e rumore. Il progetto, di fatto, riporterebbe i mezzi pesanti all'interno dei centri abitati. E va contro i principi di mobilità a basso impatto, di salvaguardia del territorio e consumo "zero" del suolo. Questa soluzione provocherebbe un'ulteriore cementificazione nel territorio centrale del Comune, perché andrebbe ad interessare le uniche zone che fino a oggi sono state preservate come "polmone verde" della zona (località "Carnaio" e "Tosso"). La viabilità tra le varie frazioni verrebbe irrimediabilmente compromessa dalla presenza di arterie che sarebbero crocevia di mezzi pesanti con un sensibile aumento dei rischi per automobilisti, pedoni e ciclisti». Quindi l’appello agli amministratori comunali e provinciali a «non adottarela soluzione prevista», a «rivedere il progetto» e a «condividere soluzioni che prevedano sottopassi funzionali al servizio del territorio».

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