Il Tirreno

Lucca

Un centinaio a caccia di Pokémon

Raduno in via Rosi: l’ha organizzato un giovane appassionato a sue spese

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LUCCA. Che la Pokémon Go-mania sia scoppiata anche a Lucca, ce ne siamo accorti da un po'. Per le strade e sulle Mura incontrare gruppi di ragazzi o singoli giocatori alle prese con l'applicazione, infatti, è ormai all'ordine del giorno. Ma contrariamente a quanto accaduto in altre città, nessun raduno ufficiale di appassionati era ancora stato organizzato. A provvedere a raccogliere in un'unica zona gran parte dei giocatori lucchesi, è stato Filippo Consani, 24 anni, studente di scienze politiche, riuscendo a mettere insieme, tramite il passaparola e la pagina Facebook, oltre un centinaio di partecipanti di tutte le età (ma forse di più visto il continuo via vai). L'appuntamento era per ieri in via Michele Rosi, dalle 17 alle 22, di fronte ai locali Ciclo DiVino, De Cervesia e Dal Bardo.

Una scelta non casuale: «Nel gioco sfrutta la geolocalizzazione e la realtà aumentata, con la mappa che riproduce i nostri veri percorsi, è questo un punto strategico importante – spiega Filippo – come tutte le aree dove sono presenti attrazioni, chiese, fontane e così via».

È qui che, nel pomeriggio e fino a sera, decine e decine di ragazzi, si sono ritrovati per darsi da fare a colpi di "PokéBall", la sfera per catturare gli animaletti di fantasia, nella speranza di poter incrementare il proprio "Pokédex", la lista dei mostriciattoli in possesso.

«Attivare l'applicazione in tanti e nello stesso tratto, rende più facile ottenere Pokémon rari – dice Filippo – da qui, l'idea. Con l'associazione Tescnospazio, organizziamo tornei videoludici, ma questa volta abbiamo voluto progettare qualcosa al di fuori dello schermo». Cappellino in testa, zaino in spalla (come Ash Ketchum, protagonista del cartone anni 90 a cui si ispira l'app) e cellulare in mano, ai partecipanti è bastato aspettare che fossero gli stessi Pokémon a "presentarsi" senza dover fisicamente andare a cacciarli, come vorrebbero le regole. «Ho acquistato le "esche" – afferma Filippo – tre ogni mezz'ora per un euro l'una distribuite su cinque ore. Tutti ne hanno usufruito per far sì che fossero i Pokémon ad apparire e non noi a muoverci». Collocate fra Porta dei Borghi, la chiesa di San Leonardo e la fontana di via Del Gonfalone, non hanno smesso di attirare appassionati. Per tutto il giorno il via vai è stato incessante, tanto che a unirsi sono stati anche parecchi turisti richiamati dal movimento. «Dai 14 ai 30 anni, sono arrivati in massa anche dalla Garfagnana – commenta Filippo – in futuro mi piacerebbe riproporre eventi come questo».

Flavia Barsotti

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