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Bagni di Lucca, la provocazione della libreria: «Qui non ci sono Pokémon»

Bagni di Lucca, la provocazione della libreria: «Qui non ci sono Pokémon»

Rebecca Palagi e Luca Guidi, titolari della Shelley House a Bagni di Lucca, hanno affisso un cartello nel negozio

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BAGNI DI LUCCA. «Nessuna discriminazione e tanto meno accuse a chi segue la moda della caccia ai Pokémon in giro le strade. Il cartello esposto nella nostra libreria, in cui si dice che nel negozio non ci sono i personaggi che impazzano sul web, voleva essere solo una riflessione e una provocazione». Rebecca Palagi e Luca Guidi, titolari della Shelley House a Bagni di Lucca, spiegano così il post pubblicato su Facebook, al centro di un discreto traffico di commenti.

Testualmente nel cartello esposto nel negozio, in via Umberto I si dice: «In questa libreria non ci sono Pokémon, però ci sono tanti libri che vi insegneranno a cercare altre cose».

Palagi e Guidi non demonizzano l'utilizzo del web e dei social come strumenti di espressione: «Anche noi, per il nostro lavoro, ma non solo, siamo presenti su Facebook, su cui informiamo, promuoviamo e commentiamo. Nessun giudizio critico, ma solo un invito ai tanti giovani e meno giovani che impiegano tanto tempo libero (e non solo) a cercare i personaggi sparsi ovunque a provare a dedicare attenzione anche ad altre cose, come un libro. Certamente ciascuno è libero di comportarsi come crede e nessuno è autorizzato a ergersi bocca della verità sugli stili di vita. Volevamo solo richiamare l'attenzione su altre possibilità di sperimentare altre forme di svago approfittando delle tante offerte, ad esempio, che si trovano nelle librerie o in quello che propongono le città in cui si gira. Non solo la nostra, logicamente».

Molti i consensi arrivati sul web, ma anche qualche commento risentito. "«i spiace se qualcuno ha ritenuto che non volessimo trattare da deficienti le persone che girano andando a caccia dei Pokemon. Non era davvero questa la nostra intenzione. Ciascuno ha i suoi gusti e le sue passioni. Volevamo soltanto dire che ci possono essere anche proposte meritevoli di attenzione. Nella Shelley House non ci sono Pokemon, ma libri, quadri, sculture. E si organizzano incontri letterari. A quello di sabato scorso c'erano anche bambini e ragazzini. Non tutti hanno gli stessi gusti e le stesse passioni».

L'iniziativa è piaciuta a clienti e frequentatori. Parecchi quelli che hanno fotografato il cartello per condividerlo sul loro profilo su Facebook. Non pochi anche quelli che hanno parlato di servizi visti in Tv in cui si raccontava dei rischi che la mania sta provocando, con gente che provoca o subisce incidenti perché in strada segue i Pokémon invece di stare attenti alla guida o a dove si mettono i piedi. (e.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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