Finanza
C’è la prova: il bimbo ha ingerito hashish
Risulta dagli esami del Meyer. Denunciato per lesione colpose il fratello di 21 anni, proprietario del pezzetto di “fumo”
LUCCA. Aveva perduto conoscenza all’interno dell’auto in cui il fratello di 21 anni lo stava portando al pronto soccorso il bimbo di poco più di un anno che gli esami effettuati all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze hanno evidenziato aver ingerito hashish. Adesso il piccino sta meglio e forse alla fine della settimana verrà dimesso. Ma ha rischiato la vita: ha avuto una crisi ed è stato sedato. Non è dato sapere quanto stupefacente abbia ingoiato, ma per fortuna ne ha vomitato una buona parte prima dell’intervento dei soccorritori. Una vicenda che ha portato i carabinieri della stazione di Altopascio a denunciare - con l’accusa di lesioni colpose - il fratello maggiore della bimbo inviando gli atti, per ulteriori accertamenti, al sostituto procuratore Sara Polino.
Il giovane è accusato di aver lasciato per imperizia, negligenza e imprudenza il pezzettino di fumo per uso personale sul davanzale della finestra dell’appartamento della Piana dove vive con i genitori e il fratellino. E in primo tempo aveva dichiarato ai militari che il piccino aveva ingerito mozziconi di sigaretta e non hashish.
I fatti. La vicenda coinvolge una famiglia di origine magrebina che vive da tempo in Lucchesia. Il padre con piccoli precedenti di polizia, la madre che parla un italiano stentato e due figli, uno di 21 anni e l’altro di uno e mezzo. Martedì poco dopo le 13 la donna si accorge che il bimbo sta masticando della roba scura. Glielo toglie dalla bocca e lui inizia a vomitare e ad accusare un’alterazione psicofisica. La mamma chiama il fratello maggiore che arriva e, sapendo bene cosa è accaduto, carica il piccino in macchina per trasportarlo al pronto soccorso. Ma all’altezza del distributore Tamoil tra il Turchetto e il campo sportivo di Porcari il fratellino perde i sensi. Terrorizzato il ragazzo alla guida della vettura si ferma e telefona alla centrale operativa del 118 Alta Versilia. Sul posto arriva in meno di un minuto e mezzo l’ambulanza della Croce Verde di Porcari. Il giovane extracomunitario racconta al medico cosa ha ingerito il fratellino e a quel punto viene inviato l’elicottero Pegaso che atterra sul rettangolo verde e trasferisce il piccino all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.
Esami medici. Il fanciullino, che nel frattempo ha ripreso conoscenza, viene sottoposto a una serie di esami (urine, saliva, sangue) e in tarda serata il responso lascia pochi dubbi: tracce evidenti di tetraidrocannabinolo, uno dei principi attivi della cannabis. Il bimbo è fuori pericolo, ma resta ricoverato nel reparto di osservazione cardio-polmonare. Oltretutto l’ingestione della sostanza oppiacea potrebbe far correre al piccino il rischio legato all'assunzione di sostanze potenzialmente infettanti ( epatiti alimentari) che sono presenti nelle droghe leggere come hashish e marijuana.
Le indagini. I carabinieri di Altopascio effettuano una perquisizione domiciliare, ma non trovano tracce di droga, di spinelli, di marijuana o di hashish. Contestualmente sentono il fratello maggiore che, contrariamente a quanto dichiarato ai soccorritori, sostiene che sul davanzale c’erano delle cicche di sigarette. Ma la sua versione, una volta venuti in possesso degli esami clinici, non è più credibile e dopo aver sentito anche la mamma i militari arrivano a denunciare il ventunenne. Resta da capire come possa essersi arrampicato sul davanzale della finestra usando una sedia un bimbo così piccolo. È più plausibile l’ipotesi che lo stupefacente fosse conservato in un luogo decisamente più alla portata del bambino.
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