Il Tirreno

Lucca

Bizantino e romanico ha stili inconfondibili la basilica dei mosaici

di Paola Taddeucci
Bizantino e romanico ha stili inconfondibili la basilica dei mosaici

La chiesa e la piazza di San Frediano sono uno spaccato unico che ha attraversato nei secoli numerose trasformazioni

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LUCCA. Si resta nel centro storico del capoluogo per la ventunesima maxifoto di "Lucca di notte", la raccolta in ventiquattro immagini che Il Tirreno sta regalando ai lettori. Con la copia del giornale di giovedì 28 luglio nelle edicole ci sarà piazza San Frediano. Per le prossime e ultime uscite gli appuntamenti saranno venerdì 29 con la pieve di San Gennaro, lunedì 1 agosto con il museo di Villa Guinigi e martedì 2 agosto con Porta San Gervasio.

Se piazza San Frediano è relativamente recente - XVI secolo -, per le origini della chiesa che vi ha sede, invece, bisogna tornare molto più indietro.

La basilica sorge nell'area nord della città - tra via Fillungo e le Mura attuali - dove a metà del Cinquecento era attestata la presenza di un edificio religioso, intitolato a San Vincenzo e fatto erigere, secondo la tradizione, dal vescovo Frediano. Da questa chiesa originaria, nel 1112, il priore Rotone volle edificare un nuovo edificio religioso che nel 1147, quando fu consacrato, era quasi completato. Ma totalmente cambiato. Anzi le trasformazioni apportate erano state davvero ardite e avevano invertito l'asse originario della chiesa, sovvertendo tutte le regole fino ad allora in uso, per lo più legate alla simbologia cristiana. La facciata era stata spostata ad est. In questi radicali cambiamenti, però, la religione non c'entrò niente. Furono piuttosto ragioni urbanistiche a far maturare la decisione: la facciata a ovest avrebbe dato le spalle all'abitato che si era ormai sviluppato in quell'area, mentre dalla parte opposta le nuove Mura - la seconda cerchia allora in costruzione - sarebbero state uno sbarramento all'edificio sacro.

Il mosaico, invece, è del XIII secolo, quando venne elevata la parte superiore della facciata: dalle caratteristiche bizantineggianti, fu eseguito da maestranze lucchesi della scuola Berlinghieri. Una soluzione, questa, unica a Lucca e rarissima in Toscana: tale ornamento si ritrova solo nella chiesa di San Miniato a Monte, a Firenze. La presenza del mosaico è una delle due caratteristiche che, a detta di molti, fanno di San Frediano la chiesa più bella della città.

Nonostante le rielaborazioni subite fino al XVI secolo, è infatti considerata uno degli esempi più interessanti del primitivo romanico lucchese, grazie al sobrio paramento murario in calcare bianco e alla semplicità dell'insieme che l'affiancano alla chiesa di S. Alessandro, dell'XI secolo, la più antica di Lucca e quella che ha avuto minori trasformazioni.

L'aspetto attuale di San Frediano è il risultato di ulteriori rielaborazioni e ampliamenti iniziati nel XIV secolo e durati fino al XVI secolo, periodo cui probabilmente risale anche la piazza. Gli ampliamenti furono caratterizzati, in particolare, da diverse cappelle laterali che si aggiunsero alle tre navate originarie, inserendosi armoniosamente nell'architettura medievale. L'interno - regolato dal sereno ritmo dei colonnati fino alla chiusura dell'abside - è pieno di opere d'arte.

A partire dal fonte battesimale, eseguito dopo la metà del XII secolo e dalla singolare forma a fontana. Importanti, poi, il ciclo di affreschi di Amico Aspertini (dei primi del 1500), collocato nella seconda cappella a sinistra e, nella cappella Trenta, il dossale dell'altare a pollittico gotico (risalente al 1422) e le tombe degli stessi Trenta, opera di Jacopo della Quercia.

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