Il Tirreno

Lucca

La Casa del Boia il posto dei misteri

di Nadia Davini
La Casa del Boia il posto dei misteri

In realtà il maestro di morte non eseguì mai il suo compito ma ugualmente intorno all’edificio sono nate leggende noir

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LUCCA. Il restauro della Casa del Boia per Lucca è un avvenimento. Con quel nome tenebroso che ha sempre incuriosito grandi e piccoli, con storie e leggende che si sono susseguite per decenni, alimentando paure, aneddoti e misteri, l'edificio rappresenta un punto di riferimento per la città.

E non è un caso se due anni fa l'amministrazione comunale abbia scelto proprio il giorno di San Paolino come data simbolica per restituire ai lucchesi l'antica struttura.

Una storia davvero particolare quella dell'ex abitazione del boia della città che, peraltro, non ebbe mai modo di assolvere al suo compito.

In origine bastione difensivo delle cosiddette "Mura dei Borghi", costruite nel Trecento a tutela della parte più nuova del centro, intorno a questa torretta venne eretto, prima del 1524, il Torrione del "Bastardo" che costituisce il basamento dell'attuale struttura.

Nel 1570 fu aggiunta una cannoniera, ma il torrione non era ritenuto sufficiente per la difesa e così fu edificato il vicino baluardo San Salvatore.

La casa fu assegnata attorno al 1825 a Tommaso Jona, 52 anni, che faceva l'aiuto boia a Roma. Perché ci fu l'esigenza di far arrivare a Lucca una figura così temuta? Il motivo va ricercato direttamente nelle leggi e nelle vicissitudini dell'epoca.

Il Codice Napoleonico aveva infatti inasprito le pene e il costo del boia preso in prestito da Pisa, come veniva fatto fino a quel momento, lievitò. Fu così ordinata una ghigliottina a Firenze, senza però che si trovasse un lucchese disposto a manovrarla.

Da qui la chiamata di Jona che venne ospitato sulle Mura.

Le occasioni in cui il boia fu chiamato a svolgere il suo incarico furono molto rare e passarono anche anni senza che la ghigliottina entrasse in funzione.

E così il boia lucchese trascorse inoperoso gran parte del suo tempo ed invecchiò senza poter esercitare il suo ruolo.

Questa occasione gli si presentò nel 1845 quando sotto l'accusa di furti, violenze e ruberie nelle chiese, nonostante la difesa svolta dall'avvocato lucchese Francesco Carrara, cinque uomini della banda Barbanera furono condannati all'esecuzione capitale.

Ma il boia era ormai talmente malmesso che per mettere in funzione la ghigliottina le autorità ricorsero ad un sostituto che giunse da Parma portando tre figli come assistenti.

Nel 1847, infine, Lucca finisce sotto i Lorena: la ghigliottina fu abolita, bruciata e la lama gettata in mare a Viareggio.

L'opera di ristrutturazione della Casa del Boia è iniziata a maggio 2013: muri e pareti esterne sono stati restaurati, così i portali e le arcate in pietra; completamente sostituiti i solai marciti e usurati dal tempo.

Notevoli le particolarità architettoniche della Casa che esprime il massimo del suo splendore con il suggestivo locale a volte all'interno del torrione.

Una grande galleria sotterranea, armonica nella sua imponenza grazie alle arcate che creano continui giochi di forme.

Il colpo d'occhio, entrando da via dei Bacchettoni, è immediato: il pilastro che regge il bastione è stato riportato alla quota originale, dopo l'eliminazione dei sedimenti che avevano innalzato il piano di oltre cinquanta metri.

La corticella sulla destra, prima coperta di terra, ospiterà il book-shop e la biglietteria del futuro centro multimediale sulla Via Francigena.

Si sale al piano superiore passando da una scala in pietra grigia di Castelnuovo, oppure dall'ascensore collegato con la passerella aerea a ferro di cavallo in asfalto natura, punto di accesso privilegiato per la passeggiata delle Mura.

Listoni di legno compongono la pavimentazione di entrambi i piani, mentre una speciale graniglia simile alla terra battuta tiene unita la parte interrata.

Ricollocate, infine, le antiche pietre, con l'aggiunta di altre di fiume nella zona anteriore esterna, che è stata anche oggetto di un'attenta opera di impermeabilizzazione per evitare le infiltrazioni.

I lavori fanno parte del protocollo d'intesa siglato fra Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Regione Toscana, Comune di Lucca e Ministero dei Beni culturali per riqualificare il monumento simbolo della città: il più grande, veloce e inedito sistema di cantieri edili di restauro coordinati che Lucca abbia mai visto in azione e che, con l'avvio dei nuovi lotti nel primo trimestre del 2016, supera la metà degli interventi previsti e volge il progetto pluriennale verso la fase conclusiva.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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