Italia
In manette l'ultimo componente della banda che rapinò Aldo Gioielli
L'uomo, 32 anni, si è costituito spontaneamente. L'operazione si chiude con 9 arresti e altre due misure restrittive
LUCCA. Nella serata di martedì 26 luglio è stato tratto in arresto dai carabinieri del comando provinciale di Lucca un altro componente della banda di etnia sinti responsabile di rapina ed alcune decine di furti consumati a Lucca, Capannori, Altopascio, Querceta, Massarosa, Pescaglia, che si è presentato spontaneamente in carcere.
Si tratta di Alessandro Bini, trentaduenne, pregiudicato, di Viareggio, residente a Camaiore ma domiciliato a Sarzana: è il terzo dei soggetti che, travisati da passamontagna, il 12 gennaio 2016 entrarono all’interno dell’oreficeria “Aldo Gioielli” di Lucca, sulla via Sarzanese, ammanettando il titolare al bancone sul retro, colpendolo ripetutamente con pugni e col calcio di una pistola ed impossessandosi di preziosi per un valore di circa sessantamila euro.
Per tale efferata rapina, analogo provvedimento d’arresto nei giorni scorsi è stato eseguito nei confronti degli altri autori: Domenico Tarantino, Clei Satori, del fratello gemello Cesare Satori e del nipote Daniel Di Leo, mentre sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria è stata una donna.
Salgono così a 11 le misure restrittive applicate, di cui 9 relative a soggetti tratti in arresto e 2 sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, nell’ambito dell’operazione ”Non Stop” dei carabinieri del nucleo investigativo e del nucleo operativo e radiomobile, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Lucca dottor Aldo Ingangi, mentre sono state complessivamente indagate 19 persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, furto, rapina, ricettazione.
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