Il Tirreno

Lucca

Il bimbo ha ingerito cannabis: il responso degli esami

L'ospedale pediatrico Meyer
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L'ospedale pediatrico Meyer

Denunciato per lesioni colpose il fratello di 21 anni che aveva lasciato il grammo di hashish sul davanzale

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LUCCA. Era proprio hashish la sostanza che il bimbo di poco più di dodici mesi ha ingerito nel pianerottolo fuori dalla sua abitazione nella tarda mattinata di martedì 26 luglio. E a finire nei guai con l’accusa di lesioni colpose è stato il fratello di 21 anni che involontariamente aveva lasciato sul davanzale un grammo dello stupefacente da usare per fumarsi uno spinello.

E tracce evidenti di tetraidrocannabinolo (Thc, il principio attivo che garantisce l’effetto psicoattivo), uno dei principi attivi della cannabis, sono state riscontrate dagli esami a cui il piccino è stato sottoposto nel corso degli accertamenti tossicologici sulle urine, sulla saliva e sul sangue all’ospedale pediatrico Mayer di Firenze dove si trova ricoverato dal pomeriggio di martedì nel reparto di osservazione cardio-polmonare.

Il bimbo è cosciente e non è mai stato in pericolo di vita, ma la paura è stata tanta specie per la mamma che ha fatto intervenire prima l’ambulanza della Croce Verde di Porcari e poi, stante la situazione, l’elicottero Pegaso che ha trasportato il piccino in ospedale. L’ingestione della sostanza oppiacea potrebbe far correre al piccino il rischio legato all'assunzione di sostanze potenzialmente infettanti ( epatiti alimentari) che sono presenti nelle droghe leggere come hashish e marijuana.

La verità su quanto è accaduto martedì pomeriggio in un appartamento della Piana è emersa dopo che i carabinieri di Altopascio hanno ascoltato i genitori, completamente estranei e ignari dell’utilizzo dello stupefacente da parte del figlio maggiore, e soprattutto uno zio del piccino che ha rivelato la presenza dell’hashish per realizzare una canna. Droga che i militari, nel corso di una perquisizione effettuata il giorno prima, non avevano trovato.

Così come non c’era odore e traccia, nella casa della famiglia extracomunitaria, dei fumi rilasciati dal consumo di hashish. L’equivoco che poteva essersi ingenerato dalla scarsa conoscenza della lingua italiana da parte della madre del bimbo utilizzando davanti ai soccorritori la parola fumo in più di una circostanza per un istante ha sviato l’indagine dei carabinieri anche in considerazione che si trovavano di fronte una famiglia integrata e che non aveva mai avuto problemi con l’autorità giudiziaria. Il responso degli esami effettuati sul bimbo al Mayer di Firenze ha costretto i militari a prendere in considerazione l’ipotesi che qualcuno avesse fatto ingerire lo stupefacente al piccino. Adesso gli atti saranno inviati alla procura della Repubblica.

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