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Dalla Pecora Nera l’ultimo appello

Dalla Pecora Nera l’ultimo appello

Sos in video: il ristorante nato da un progetto di inclusione di giovani disabili ha bisogno, entro fine mese, di 40.000 euro

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LUCCA. Guido, Manuel, Serena, Elena, Samantha, Jessica e Laura continuano ogni sera ad apparecchiare i tavoli, a prendere le ordinazioni, a parlare con i clienti. Continuano a impegnarsi in un lavoro che va avanti da quasi dieci anni e che ha riempito le loro vite, li ha motivati e spinti a osare sempre qualcosa di più. Questi sette giovani sono i protagonisti di un progetto di inclusione lavorativa e sociale patrocinato che ha dato vita a un’esperienza quasi unica: il ristorante La Pecora Nera in piazza San Francesco.

Ma adesso - come era noto da circa due mesi - il ristorante rischia, e molto. Anffas che aveva patrocinato il progetto e lo ha sostenuto in questi anni ha deciso di avviarne uno nuovo, un bar che aprirà a breve. E il ristorante di piazza San Francesco, gestito dalla cooperativa “Segni particolari nessuno” per poter andare avanti con le proprie gambe deve ripianare una perdita di circa 40.000 euro.

«Noi ci speriamo ancora, confidiamo ancora che qualcuno ci voglia dare una mano - dice Massimiliano Poggetti, insieme a Patrizia Mei alla guida della cooperativa -. Dopo l’assemblea dei soci del 27 giugno abbiamo deciso di mettere in liquidazione la cooperativa in modo volontario: operando con questa modalità ci siamo riservati la possibilità di tornare indietro dalla decisione. Potremmo farlo se arrivasse il contributo necessario a ripianare la perdita. La prossima assemblea è il 31 luglio: se i soldi non ci saranno chiuderemo, dovremo portare i libri in tribunale».

«Sembra che abbiamo chiesto chissà quanto - continua Poggetti -. Quarantamila euro è l’ammontare della perdita, altri diecimila sarebbero necessari a riscattare cucina e arredi, visto che Anffas li vorrà ritirare entro fine anno. Noi continuiamo a crederci. Nasce da qui l’idea del video che ha realizzato una persona a noi vicina nella quale raccontiamo il lavoro quotidiano del nostro ristorante».

Il video, appena postato sulla pagina Facebook della Pecora Nera, è stato virale, anzi di più. In nemmeno tre giorni ha sfiorato le sessantamila visualizzazioni e le tremila condivisioni, ha raggiunto ben oltre le centomila persone.

La storia e il senso della Pecora Nera stanno tutti lì dentro, in quei quasi cinque minuti di immagini, voci e scritte in sovraimpressione in cui i sette ragazzi disabili - alcuni assunti, altri assegnatari di borse lavoro, uno configurato all’interno del progetto GiovaniSì -, i due cuochi Claudio e Bledar insieme a Massimiliano e Patrizia, svolgono il loro lavoro, ai tavoli con i clienti, dentro il ristorante e in cucina. E si raccontano.

La Pecora Nera è un luogo di emozioni più che un semplice ristorante, un luogo di crescita, un’occasione di riscatto, soprattutto, per questi giovani e le loro famiglie. Giovani che in alcuni casi tra i componenti dello staff del locale hanno trovato anche l’anima gemella.

Poggetti conclude con un appello a chi voglia e possa dare una mano, dagli enti pubblici alle fondazioni bancarie. Non è azzardato pensare, che da qualcuno un aiuto, in extremis, possa arrivare.

Barbara Antoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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