Il dolore
Sos bagni pubblici tutti chiusi dopo le 20
Caos nelle sere di spettacoli: turisti costretti a rivolgersi ai bar
LUCCA. Pochi, mal segnalati e soprattutto chiusi di notte. Di cosa parliamo? Dei bagni pubblici di Lucca. Il vicolo di via Pescheria, il complesso di via San Gregorio (dietro il Carmine) e gli altri vespasiani comunali sparsi nel centro storico sono tra i luoghi più sconosciuti e meno frequentati della città. A farsi carico delle necessità fisiologiche dei turisti sono (loro malgrado) bar e ristoranti, che sulla scia della tradizione di accoglienza e garbo che caratterizza Lucca, aprono le porte dei loro wc a chi è preda dell’impellente “bisognino”. «Noi siamo sempre disponibili – spiega Giovanni Martini, presidente della commissione centro storico di Confcommercio – Certo è che il problema esiste: negli ultimi anni il turismo è esploso ma il numero dei bagni pubblici è rimasto sempre lo stesso. Qualcosa bisognerà fare, non si può pensare di andare avanti così».
Niente toilette notturne. C’è poi la questione delle aperture notturne: non c’è un bagno pubblico a disposizione dopo le 20 e così flotte di giovani sono a maggior ragione incoraggiati a usare gli angoli bui della città come orinatoi a cielo aperto. Corte San Lorenzo, corte delle Uova, via di Poggio e via del Loreto i luoghi più “colpiti”. Talvolta gli incivili che la fanno qua e là si beccano multe assai salate (300 euro), che però non risolvono il problema dell’assenza di toilette notturne. I bagni pubblici di via San Gregorio (gestiti dalla cooperativa Il ponte) sono aperti solo mezza giornata anche se è difficile dire quale, visto che all’esterno non compare alcun orario. Diversa la situazione in via Pescheria, dove i bagni sono operativi tutti i giorni per 11 ore. «D’estate l’orario va dalle 8,30 alle 19,30 nei feriali e dalle 9 alle 20 nei festivi – spiega Guido Marlazzi, presidente della cooperativa CCCp che gestisce il servizio – Nei periodi “caldi” come questo abbiamo fino 300 utenti al giorno (si pagano 60 centesimi per l’ingresso). Non tantissimi considerando che stiamo aperti 11 ore e che Lucca è piena di gente. Il problema è che nessuno conosce questi bagni pubblici. Qualche cartello c’è, ma non è sufficiente. La sera? Siamo chiusi salvo eccezioni. In particolari occasioni (Notte bianca, Santa croce) il Comune ci chiede di rimanere aperti anche dopo cena (lo prevede la convenzione, ndr), ma sono pochissime le persone che si presentano. Lo scorso anno, ad esempio, quando Robbie Williams si esibì al Summer, rimanemmo in servizio ma si saranno presentate sì e no 6 persone. Ripeto: a mio giudizio il vero problema è che siamo poco segnalati». In strada ma anche su mappe e guide.
Nuovo bando. Una carenza di cui l’amministrazione è consapevole, sebbene qualche contromisura (soprattutto per ciò che riguarda i bisogni diurni) sia già stata presa. «Il problema delle ore notturne esiste – spiega l’assessore Giovanni Lemucchi – Nel prossimo bando per l’affidamento del servizio (l’ultimo rinnovo arriva a fine agosto, ndr) valuteremo la possibilità di estendere l’orario oltre le 20, magari solo nel periodo estivo. Per quanto riguarda la cartellonistica, stiamo facendo un ragionamento più ampio con l’obiettivo di rinnovare la segnaletica del centro per indicare meglio alcuni servizi. Tra questi anche i wc». Il Comune, però, sottolinea di aver già messo mano alla materia. «Nel bando delle casermette era inserito l’obbligo per gli aggiudicatari di aprire i bagni ai turisti – prosegue Lemucchi – Molte sono ancora chiuse, ma a San Salvatore le toilette pubbliche sono operative da una settimana. Stesso discorso per il punto di accoglienza turistica di Porta Elisa. Per non parlare degli otto servizi igienici che ci sono alla Cavallerizza (per ora chiusa, ndr) o di quelli che abbiamo allestito alla Don Baroni per il trasloco del mercato».
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