Toscana
L’antico ospedale conosciuto in tutta la cristianità
Il paese di Altopascio nasce nel 1060 intorno all’ospizio sorto per accogliere i viandanti in marcia sulla Francigena
LUCCA. Prende il nome da un piccolo corso d'acqua, che si chiamava Tepascio o Topascio.
Qui nel 1060 venne costruito un ospizio per accogliere i viandanti lungo la via Francigena, la strada del pellegrinaggio che conduceva ai luoghi di culto della cristianità, compreso il Volto Santo di Lucca.
Nacque così Altopascio, oggi importante comune della Piana lucchese: è qui che martedì 26 luglio si ferma il viaggio del Tirreno con "Lucca di notte", la raccolta di ventiquattro foto in omaggio con il giornale.
L'immagine odierna è la diciannovesima della raccolta, la cui distribuzione proseguirà fino al 2 agosto, eccetto sabato 31 e domenica 31 luglio.
L'autore dei bellissimi scatti, il fotoreporter Fabio Muzzi, ha ripreso il centro della cittadina durante le ore magiche della notte, in un'atmosfera che invita a tornare indietro nel tempo e a ripercorrere la millenaria storia del paese.
Quando fu costruito l'ospedale vicino al fiumicello, tutt'intorno non c'era niente, se non una pianura quasi sempre allagata, che costituiva il passaggio obbligato verso i boschi infestati dai briganti.
Era un luogo difficile, pericoloso, a volte decisivo: il nome di Altopascio, quindi, venne inteso come passo alto, metafora del momento più importante della vita dell'uomo, cioè quello della morte che, nella religiosità medievale, era il passaggio alla vera vita e ricongiungimento a Dio.
Ed un luogo che portava nel nome il segno di questo passaggio apparve, perciò, come qualcosa di eccezionale, quasi una città santa. Ecco perché la struttura nata intorno al nulla ebbe tanta fortuna.
Retta da una comunità di frati che avevano scelto come simbolo la lettera greca Tau, immagine della croce, l'ospedale diventò sempre più grande e celebre.
La sua fama si diffuse in tutta Italia e arrivò ben presto in Europa: dovunque vennero aperti ospedali che si chiamavano Altopascio.
Nel corso del XIII secolo alla struttura originaria si affiancarono la chiesa, il campanile, i chiostri, un castello cinto da mura con porte e torri, mentre la comunità di frati si trasformò in Ordine e abbracciò la Regola agostiniana.
Alla quale erano ammessi anche i cavalieri, nome con cui i religiosi divennero notissimi come Cavalieri del Tau.
Tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento anche Altopascio rimase coinvolto nelle guerre tra Lucca, Firenze e Pisa e nel 1460 l'Ordine fu soppresso.
L'ospedale continuò l'attività sotto la guida della famiglia fiorentina dei Capponi, che procedettero a un' imponente ristrutturazione edilizia e funzionale, facendo abbattere molte strutture precedenti.
Fu il primo passo per la successiva trasformazione in una grande proprietà fondiaria, che venne sancita nel 1773 dal granduca Leopoldo I con la chiusura definitiva dell'ospedale.
Finì così la secolare storia dell'ospedale conosciuto in tutto il mondo cristiano: altro non rimase che una grande fattoria. Che rimase prospera fino al 1780, quando fu smembrata in seguito alla riforma agraria.
Tutto questo dette impulso a un aumento della popolazione, che si fece sentire soprattutto nel secolo successivo quando Altopascio, nel 1881, divenne comune autonomo staccandosi da Montecarlo di cui faceva parte fino ad allora.
Lo sviluppo demografico e la crescita urbanistica trasformarono definitivamente l'antico assetto del borgo di Altopascio, delle cui fasi storiche sono rimaste comunque diverse testimonianze, tramandate fino ai giorni nostri.
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