Sicurezza
Due coppie gay già pronte per il sì
Cirinnà: Capannori in prima fila, ma anche il resto della Piana non si tira indietro
CAPANNORI. Due coppie si sono già prenotate per il grande giorno. Si tratta di cittadini capannoresi, una coppia gay maschile e una femminile, che hanno chiamato l'ufficio di stato civile del Comune per sposarsi, appena sarà possibile, a Capannori.
Il primo matrimonio potrebbe essere già fissato a settembre. Ma sono attese chiamate anche da fuori. Perché il Comune della Piana, pochi giorni dopo la firma del decreto attuativo (si attende la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale), ha già aperto la lista delle prenotazioni dei matrimoni gay. E da oggi, anche se si attendono ancora le indicazioni pratiche, le formule di rito e la modulistica (che presumibilmente arriverà entro ferragosto), è già attiva la mail (unionicivili@comune.capannori.lu.it) per prenotare il matrimonio.
Capannori è decisamente tra i comuni gay friendly. Del resto il sindaco cattolico e del Pd, Luca Menesini, era stato uno dei primi sindaci italiani ad aprire alle unioni civili, di fronte al no di alcuni sindaci a celebrare le nozze tra persone dello stesso sesso, quando era nel vivo l'acceso dibattito sulla legge Cirinnà.
Ora che le unioni civili sono riconosciute dal decreto approvato e firmato dal premier Renzi, che regolamenta le disposizioni transitorie per la tenuta dei registri delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, Capannori si è già mosso in anticipo. «Invito i cittadini, anche di quei Comuni a cui sarà negato un diritto sancito dalla legge, ovvero unirsi civilmente con la propria compagna o compagno, a venire a Capannori per celebrare l'unione – dice il primo cittadino – sono pronto a sposare gay e lesbo di altri territori che non intendono sposarli».
E le unioni civili si celebreranno nelle stesse location dei matrimoni eterosessuali, senza nulla di meno: «Utilizzeremo le stesse sale in cui oggi si celebrano i matrimoni, perché l'uguaglianza passa dalle azioni concrete, quindi persone eteressuali e omosessuali dicono lo stesso sì». Quindi, oltre alla sala comunale del municipio, anche le ville storiche e il polo culturale di Artemisia.
Sul fronte del sì anche Altopascio. La neo sindaca Sara D'Ambrosio è pronta, con la fascia tricolore sul petto, a celebrare le unioni civili. «Non ho nessuna preclusione – precisa – è un diritto che deve essere riconosciuto e legittimato, per quanto riguarda il registro delle unioni civili attendiamo le indicazioni della legge». Il vento è davvero cambiato all'ombra della Smarrita, ora retta da una amministrazione di centrosinistra. Un cambio di rotta rispetto al precedente sindaco Maurizio Marchetti, contrario ai matrimoni gay.
Per il sindaco di Porcari Alberto Baccini (anche lui del Pd) è «un normale atto di stato civile e le leggi si rispettano al di là delle convinzioni personali di ogni sindaco».
I sindaci comunque potranno fare obiezione di coscienza rifiutando di firmare le dichiarazioni, in questo caso le unioni saranno celebrate da ufficiali civili (anche i dipendenti comunali).
Da parte sua Vittorio Fantozzi (centrodestra), sindaco di Montecarlo, non si tira indietro, anche se la leggea suo avviso poteva essere migliore: «Pur non condividendo l'iter seguito e pur ritenendo il risultato un compromesso a ribasso, una risposta andava data, farò quello che la legge chiede».
Nicola Nucci
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