Sicurezza
Un macchinario contro i cattivi odori
È la proposta del Comune di Bagni per l’impianto di compostaggio di Tana Termini: «Separa la componente maleodorante»
BAGNI DI LUCCA. No alla chiusura per l'impianto di compostaggio di Tana Termini, nel Comune di Piteglio, ma sì a una soluzione per salvaguardare i posti di lavoro e per eliminare i cattivi odori, grazie al nuovo macchinario proposto dall’amministrazione di Bagni di Lucca e dato in prova nei giorni scorsi agli operatori dell'impianto di smaltimento. E sì anche a nuova energia per il riscaldamento delle famiglie del territorio. La sperimentazione di questo macchinario, progettato e realizzato dall'ingegnere Giuseppe Vitiello, dà la possibilità di estrarre dai rifiuti il materiale pulito che può, a sua volta, essere ritrasformato in biogas. Dopo mesi di analisi e dopo le ripetute lamentele da parte degli operatori commerciali della zona di Tana Termini, ma anche dei vicini Lucchio e Vico Pancellorum, a disagio per i cattivi odori che fuoriescono dall'impianto, l’amministrazione di Bagni di Lucca, ha proposto al presidente della società che gestisce il compostaggio la tecnologia di Vitiello, amministratore della società in house del Comune Base Srl, che gestisce dall'inizio dell'anno a Bagni di Lucca la raccolta dei rifiuti. Il macchinario, “un estrattore della componente organica putrescibile a pressione progressiva”, consente di ottenere un fango secco, che può essere riutilizzato per produrre biogas, eliminando tutti gli odori che si propagavano nella Valle.
L'impianto di compostaggio rientra nel territorio del comune di Piteglio ma le ripercussioni dovute alla fuoriuscita del cattivo odore hanno provocato un drastico calo di lavoro per alcune attività del comune di Bagni, oltre a procurare fastidio agli abitanti della zona. Si parla da anni oramai di questo problema: un ristorante che si trova lì vicino e alcuni b&b hanno visto diminuire il loro lavoro dopo tanti di sacrifici, mentre le lamentele arrivano senza sosta. Il Comune di Bagni ha messo in moto il controllo da parte dei vigili urbani, ma ci sono limiti perché l'impianto è in un altro Comune, che ora può valutare il suggerimento fatto dalla giunta Betti e da Vitiello.
«Dopo l'abbandono del progetto di un inceneritore, non si può dire di no a tutto - dice il sindaco Betti - dobbiamo pensare anche ai posti di lavoro del compostaggio, ma un’azienda può essere produttiva ed efficiente solo se sa lavorare senza produrre scarto, cioè riciclando tutto anche le scorie». Il macchinario è stato portato nel piazzale del compostaggio, dove sono state effettuate le prove e dove si trova ancora adesso: viene prodotto in Italia e commercializzato da Manifatture Norberto Pardini e Figli, di Camaiore. Al momento l'impianto di Tana Termini avrebbe un potenziale di 36.000 tonnellate, ma ne lavora circa la metà. «Si potrebbe arrivare a una buona produzione di energia», spiega Vitiello che ipotizza anche un percorso didattico, coinvolgendo gli atenei su un nuovo metodo non solo di riciclo ma di produzione di energia e indotto sul territorio. «In pratica - continua l'ingegnere - nel mio progetto bisogna immaginare un passapomodoro che separa la polpa dalla buccia: il compost viene pulito, setacciato e trasformato in biogas completamente privo di agenti patogeni. Con 30.000 tonnellate, dopo le opportune lavorazioni, si può arrivare al riscaldamento per circa 1800 famiglie». Sarà molto probabilmente fatta una proposta di noleggio per il macchinario, che sembra avere superato a pieni voti tutte le prove e i test di produzione. Intanto è già arrivata la risposta da Daniele Pulcini, presidente della Sistemibiologici che gestisce l'impianto di Tana, il quale comunica al sindaco Betti che «relativamente alla sperimentazione avviata col supporto dei tecnici conferma la possibilità di definire un possibile ulteriore percorso a far data da lunedì 25 luglio».
Emanuela Ambrogi
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