Trasporti
Il centro invaso dai fan
Bivacchi di giorno e notte. Arrivano anche i vigili: dal corridoio non si passa
LUCCA. Solo sentendo parlare del suo idolo, Francesca Ricasoli, 21 anni, si emoziona. E' arrivata a Lucca direttamente da Roma il giorno prima del concerto di Marco Mengoni e, da quel momento, non si è più spostata dai dintorni di piazza Grande. Troppa la paura di perdere qualcosa: il posto sotto al palco, i rumori delle prove, il batticuore dell'attesa vissuta tutti insieme. La notte fra venerdì e sabato l'ha passata in strada con tanti altri giovani fan come lei. Zaino con "kit di sopravvivenza" e via, a contare le ore, a fantasticare sull'esibizione, a canticchiare i brani preferiti. «Siamo arrivati alle 14 di venerdì 22 - raccontano i ragazzi accampati davanti alla biglietteria di piazza del Giglio, angolo via San Girolamo - all'inizio, attrezzati per dormire, eravamo circa un centinaio. Poi ha iniziato a piovere e ci siamo divisi». A gruppi hanno preso a cercare un posto di fortuna per ripararsi. «Qualcuno avrà anche ceduto al richiamo dell'hotel e di una stanza all'asciutto, ma non noi - spiegano - Con plaid, acqua e cibo al sacco, non ci muoveremo da qui fino all'inizio del concerto». A mezzogiorno sono ancora sdraiati sui loro asciugamani e sui teli impermeabili. «E chi si sposta? - afferma Matteo Grassi, 20 anni di Milano - Seguiamo Mengoni sempre e ovunque e siamo abituati al pienone. Questo è il decimo concerto a cui assistiamo dall'inizio dell'anno». Brindisi, Milano, Roma, Caserta: i giovani appassionati che incontriamo vengono da tutta Italia. In diversi si sono conosciuti proprio durante altri show dell'artista e da allora non si sono più separati. «Siamo una ventina di amici - spiega Silvia Giurato, 20 anni di Brindisi - ci siamo trovati proprio grazie a Marco Mengoni: la sua musica unisce e avvicina. Trascorrere la notte in strada è una tradizione, per il piacere di stare insieme e per assicurarci di essere poi in prima fila». Fra i ragazzi, qualcuno è addirittura riuscito a chiudere occhio, sfidando il maltempo, l'aria più fresca e la scomodità. «Noi non ce l'abbiamo fatta - dichiarano però Silvia Giurato e Francesca Ricasoli - abbiamo passato l'intera notte in bianco». Così, chi proprio non poteva prendere sonno, ha approfittato per visitare la città. «E' la prima volta che veniamo al Summer Festival e vediamo Lucca» aggiunge Matteo Grassi mentre si presenta a un gruppo di fans appena arrivati in piazza del Giglio. È a loro che passa il pennarello per disegnare sulla mano il numero che indica l'ordine della fila. «Una questione di rispetto - sostiene Roberta Berlenghini, 18 anni di Roma - se qualcuno dovrà assentarsi, in questo modo potrà riprendere il suo posto di diritto». La speranza è di abbracciare di nuovo il loro idolo dopo l'esibizione. «Lo abbiamo incontrato spesso. Ci piace perché sa essere se stesso, sul palco e non. Incredibile quello che trasmette con la voce».
La conferma di quanti appassionati raccolga Marco Mengoni arriva alle 16,30, quando la zona di piazza Grande è presa d'assalto. A contribuire al movimento, anche la gente assiepata in fondo alla discesa del Caffè delle Mura per la partenza del rally Città di Lucca. Intanto, in via Beccheria, a decine si siedono per terra scattandosi foto ricordo con magliette e cartelli o disegnandosi sul viso dediche per il cantante.
Anche via Vittorio Emanuele è gremita: giovani e meno giovani, ragazzi e ragazze e perfino mamme con bambini piccoli. A quell'ora infatti c'è già chi prende a mettersi in coda, tanto che qualche vigile si avvicina per evitare il blocco della strada. Ma quando poco dopo le 17, l'artista sale sul palco per le prove, in diversi rompono le file. Troppa l'emozione di averlo lì a un passo. In un attimo, il pubblico è in delirio, quasi come se il concerto fosse già iniziato e, dalle vie limitrofe, la corsa di massa, con smartphone e striscioni, nasce spontanea. Il passaparola infatti è istantaneo e in piazza Grande arrivano anche tanti lucchesi curiosi. Microfono in mano, camicia celeste e pantalone scuro, Mengoni scherza e ringrazia i presenti fra un ritornello e un vocalizzo, rimandando alla sera la performance vera e propria.
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