Il dolore
«Asl al collasso, c’è bisogno di assunzioni»
Attacco della Cgil sulla gestione della sanità: «Subito quaranta infermieri e venti operatori in più»
LUCCA. «Siamo al collasso, i servizi dell’Asl Toscana Nord Ovest non possono reggere più a lungo, servono nuove assunzioni di personale». A dirlo è la Cgil che interviene sulla gestione del sistema sanitario mettendo in evidenza quali sono le criticità e le esigenze per far sì che il servizio migliori. «A Lucca - scrive il sindacato - sono necessarie nuove assunzioni di 25 infermieri e 10 operatori socio sanitari (oss), a Castelnuovo servono subito 10 infermieri e 5 oss, a Barga subito 5 infermieri e 5 oss. Oltre al programmato turn over, alla sostituzione delle malattie lunghe, delle aspettative e delle maternità. E devono essere ampliati con urgenza gli organici delle ostetriche, dei fisioterapisti, delle assistenti sociali e dei profili tecnici». Tra le criticità sottolineate dal sindacato c’è, una su tutte, quella del definanziamento che costringe i servizi a operare sotto organico. «Il sistema si sta reggendo sulle spalle del personale socio sanitario e tecnico con riposi non fatti, accumulo di migliaia di giornate di ferie non godute, in violazione delle norme che impongono un intervallo minimo fra un turno e l'altro di 11 ore». Tutti problemi che, sempre secondo il sindaco, si acuiscono nel periodo estivo. «In estate, negli ospedali di Massa Carrara, Lucca, Pisa e Livorno, vi è un aumento medio di accessi del 40% dovuto ai flussi turistici con un doppio effetto: si ingolfano sia i pronto soccorso che le medicine - scrive ancora la Cgil - mentre si accorpano specialistiche per recuperare forza lavoro. Il risultato è un caos organizzativo, un pessimo servizio e uno sfruttamento del lavoro non più sostenibile, se fino ad oggi si è “tenuto” grazie alla volontà dei lavoratori ora non siamo più in grado di garantire questi livelli d’assistenza se non diamo corso a nuove assunzioni».
Il piano che ha presentato l'azienda infatti, secondo la Cgil, «non solo è insufficiente, perché non potenzia i servizi, ma riassorbe solo parzialmente il turn-over che in sanità non è strozzato dal blocco del pubblico impiego. Eppure questa opportunità è paradossalmente inesigibile». Cgil sostiene poi che siano state fatte scadere tutte le graduatorie. «Estar (l'ente regionale preposto a farle) - scrive il sindacato - non ha saputo organizzare la programmazione e fare in tempi utili i nuovi concorsi: il risultato è che si potrebbero assumere alcune centinaia di professionisti ma non si sa da dove. Nel contempo si usano forme contrattuali anomale attingendo dalle agenzie interinali e utilizzando il lavoro parasubordinato».
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