Attenzione
«Useremo i nostri soldi per smaltire l’eternit»
Continua la protesta di Sarti Magi dopo che non gli è stato ritirato l’amianto raccolto al Nottolini. «Troveremo una ditta ma chiediamo l’aiuto del Comune»
LUCCA. «È una vergogna. Abbiamo ripulito l'acquedotto Nottolini dai rifiuti e ora ci troviamo a pagare per poterli smaltire». La denuncia arriva da Michele Sarti Magi, presidente dell'Unione Giovani Liberi, dopo l'odissea che l'ha visto protagonista nei giorni scorsi e che, probabilmente, lo costringerà a mettere mano al portafogli. «Non so ancora a quanto ammonterà la cifra da sborsare - dice - Ci prendiamo la responsabilità per non esserci informati prima, ma abbiamo solo fatto una buona azione». Tutto ha avuto inizio martedì scorso, quando cinque ragazzi volontari avevano riempito 17 sacchi di immondizia recuperata nella zona che fa parte della via Francigena. Consegnati l'umido, il multimateriale e la carta all'isola ecologica di Mugnano, la questione si era da subito complicata per l'eternit, i pneumatici con i cerchioni e gli sterpi, di fronte all'impossibilità dell'addetto di ritirarli. Non vedendo altra strada, Sarti Magi aveva deciso di trasferire momentaneamente nel suo giardino gli scarti prelevati, in attesa di potersene disfare. «Lasciati i rami e le erbacce alla stazione ecologica di Nave e presi accordi con uno sfasciacarrozze per liberarmi dei pneumatici gratuitamente, i veri problemi sono arrivati il giorno dopo con i cinque sacchi di amianto». Due le strade possibili: rivolgersi a una ditta privata o ricontattare Sistema Ambiente per lo smaltimento. «Ho scelto la seconda, ma dopo il rimprovero degli operatori per quanto raccolto, mi è stato detto che, seguendo un iter di fogli e certificazioni, avrei dovuto iscrivermi a una lista di attesa per il ritiro ferma a gennaio 2014. E nel frattempo? Cosa fare con l'eternit in giardino a rischio multa salata? Preso atto di questa situazione, a questo punto mi rivolgerò a una ditta privata pagandola con i soldi che, come Unione Giovani Liberi, avevamo incassato con i mercatini, ma chiederemo un contributo al Comune. Se questo continuerà a non rispondere, chiameremo Striscia La Notizia». L'assessore Francesco Raspini interviene però su Facebook. «Lo smaltimento dell'amianto è una cosa seria, regolato da norme emanate proprio per contrastare i traffici illegali di materiali pericolosi. È vero, per combattere i reati rischiano di complicare la vita a chi vuole molto civilmente dare un contributo al bene comune e un bel segnale ai tanti maleducati. Ma chi opera nel settore, come i dipendenti di Sistema Ambiente, non può che attenersi a quelle leggi. Ciò non toglie merito alla bella iniziativa. Magari la prossima volta proviamo a organizzare insieme, coinvolgendo per tempo Sistema Ambiente così da mettere prima a fuoco gli impedimenti».
Flavia Barsotti
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