Attenzione
Noi, uniti dall’amore per la pallacanestro e le sane mangiate
di LUCIANO GALLO Ricevere una telefonata nel penultimo giorno di vacanza in Corsica mentre stai preparando l'ultimo barbecue, e ti comunicano che una persona cara (di soli 43 anni, padre di famiglia)...
di LUCIANO GALLO
Ricevere una telefonata nel penultimo giorno di vacanza in Corsica mentre stai preparando l'ultimo barbecue, e ti comunicano che una persona cara (di soli 43 anni, padre di famiglia) non c'è più da poche ore, ti fa congelare il sangue e i pensieri in un batter d'occhio. Nessuno ieri sera ha toccato cibo, tutti sconvolti, attoniti e ammutoliti mentre salsicce e melanzane bruciavano sulla griglia abbandonata.
Tra i momenti che mi vengono in mente vissuti insieme ultimamente con Simone (che conoscevo da meno di un anno ma la sintonia era stata immediata) ricordo con piacere: quel giorno che mi hai accolto a casa facendomi vedere tra l'altro anche il tuo camper ma anche la divertente partita di basket a Sant'Alessio padri-figli e Baluardi de Le Mura dello scorso aprile durante la quale, oltre ad ammirare la tua abilità, mi sono reso conto di cosa significhi giocare contro (e con) ragazzini allenati e in gamba che corrono il triplo di te.
Poi la sera del White Party a Viareggio quando, tra una risata, una battuta e una sbicchierata, ti sei presentato da me in modo quasi furtivo con una libidinosa crostata lucchese al cioccolato e mi dicesti: «Lucio, prova questa e dimmi cosa ne pensi». L'assaggiai e dissi: «Fenomenale, squisita!». Rispondesti: «Visto? La fanno al panificio di Tassignano. Per me è la migliore della Lucchesia. Quando puoi ti ci accompagno io. Ne prendi tre e te le porti a casa».
Ciao Simone,
Il tuo amico
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