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Investì un ciclista: condannato

Investì un ciclista: condannato

Tre anni e due mesi per un 33enne di San Lorenzo a Vaccoli

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LUCCA. Omicidio colposo e omissione di soccorso: condannato a 3 anni e 2 mesi. È questa la pena che il gup Riccardo Nerucci ha comminato a Claudio Andreoni, 33 anni, perito informatico di San Lorenzo a Vaccoli. Nella notte tra il 16 e il 17 agosto 2015 Andreoni investì e uccise un uomo in bicicletta che stava percorrendo la via per Vorno. Si trattava di Achille Bianchini, 56 anni, da poco occupato alla birreria Löwengrube. L’udienza si è tenuta ieri mattina al tribunale di Lucca: i legali dell’imputato avevano optato per il rito abbreviato, ma dopo il pronunciamento della sentenza annunciano ricorso. La condanna non è ancora esecutiva e per il momento il giovane non finirà in carcere.

Quella notte Bianchini stava andando a Guamo, dove un’amica gli aveva messo a disposizione un appartamento per le sere in cui staccava tardi da lavoro. La strada era poco illuminata e la Polo di Andreoni, che procedeva nella stessa direzione, agganciò la bici di Bianchini: l’uomo volò sul parabrezza dell’auto e poi venne scaraventato in un campo lì vicino. Il conducente proseguì senza fermarsi e il corpo senza vita del 56enne venne trovato il mattino seguente da un passante. Andreoni si presentò al comando della polizia stradale il giorno dopo confessando le sue responsabilità: «L’ho investito ma non ricordo niente di quanto è successo». Dalle testimonianze raccolte dagli uomini della polizia stradale e della squadra mobile emerse che il giovane aveva trascorso la serata in un pub di San Concordio e che lì aveva bevuto alcuni bicchieri prima di mettersi al volante.

Andreoni, però, non era accusato di guida in stato di ebbreza: in assenza di test dell’etilometro effettuato nell’immediatezza del sinistro la contestazione dell’aggravante sarebbe stata vanificata dalla mancanza di dati oggettivi, anche perché la presenza di alcol nel sangue si attenua poche ore dopo l’ingestione. L’uomo è stato invece prosciolto dall’accusa di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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