Attenzione
Dall’ex Manifattura spunta l’Augusta fortezza di Castruccio
Sulla superficie dei reperti sorgerà un pavimento in vetro Una variante determinerà i cambiamenti progettuali
LUCCA. Le cronache delle sigaraie e i percorsi dei grandi macchinari per asciugare e trasportare il prodotto, non sono le uniche storie nascoste nell'ex Manifattura Tabacchi. Quando si lavorava senza sosta, fra il sudore e la fatica delle mani segnate, sotto i piedi delle centinaia di persone che ogni giorno varcavano il portone di via Vittorio Emanuele, c'era già di che raccontare. Non solo la vita del convento di San Domenico, su cui la fabbrica era sorta, ma anche quella dell'Augusta, la fortezza trecentesca di Castruccio Castracani, distrutta un secolo dopo, i cui resti oggi sono tornati alla luce grazie alla riqualificazione del complesso (termine previsto per metà del 2017).
A circa un anno e mezzo dall'inizio dei lavori, siamo andati a fare un sopralluogo, insieme alle commissioni urbanistica, lavori pubblici e cultura, pesenti l'assessore Serena Mammini e i tecnici del Comune. Entriamo da piazza della Magione per arrivare, attraversando il cortile interno della Manifattura, alla sezione oggetto dell'intervento finanziato prima con fondi europei per il progetto Piuss e poi con quelli regionali. Qui, nella striscia prospiciente via Vittorio Veneto, proprio il ritrovamento del muro dell'Augusta ha fatto sospendere le operazioni, rendendo indispensabili dei cambiamenti. A giorni, infatti, verrà perfezionata la variante progettuale con i dettagli su come procedere. Stando all'ipotesi iniziale, la stanza con la fortezza avrebbe dovuto prevedere un solaio armato, ma per volere della Soprintendenza si opterà per un pavimento sollevabile con una porzione in vetro.
Andando avanti, raggiungiamo il cuore della "Manifattura della cultura", il chiostro: il cortile quattrocentesco poi adibito a mensa per le sigaraie. Del pavimento in gres rosso, non c'è più traccia, così come dell'antica copertura, rimossa in attesa della nuova, parzialmente vetrata.
L'area un tempo dedicata al pranzo dopo il turno, infatti, lascerà spazio a una piazza pubblica con varie funzioni intorno. In particolare, troverà posto la biblioteca civica, con l'Agorà, il patrimonio librario della Soprintendenza e l'archivio documentale della città.
Proseguendo, arriviamo nella sala in cui gli scavi hanno portato alla luce una archeologia industriale risalente al primo impianto della Manifattura con un sistema per lavare le foglie di cui sono ancora visibili gli scarichi delle acque. Ritrovamenti che verranno però coperti dal normale solaio e da un rivestimento. In quella che gli addetti chiamano "sala Matraia", invece, la pavimentazione resterà quella attuale, appunto in pietra di Matraia, ma si attendono indicazioni dalla variante per la parte adiacente perché, per i reperti di epoca medievale ritrovati, non si potrà realizzare la scala come in origine disegnata. Questa dovrà essere orientata in modo diverso per non impattare con quanto emerso.
Raggiungiamo quindi il piano superiore che sarà dedicato all'insediamento di impresa e all'alta formazione, nello spazio una volta adibito all'asciugatura del tabacco. Il macchinario che governava la sala principale e altri strumenti, oggi sono stati smontati e catalogati per perseguire l'idea di un museo della Manifattura. Per i non addetti, a colpo d'occhio, avere un'immagine chiara della nuova veste dell'immobile, è però ancora difficile.
Ultimata la fase delle demolizioni, si passerà alle operazioni successive e alle ricostruzioni. Il nostro tour continua fino alla zona sud, quella non coinvolta nei lavori ed esclusa dai finanziamenti, destinata all’uso commerciale, residenziale e al terziario. Un mix per una "città nella città", in attesa di manifestazioni di interesse da parte di investitori privati.
Arriviamo così nell'area in passato adibita allo stoccaggio del tabacco che affaccia su quella che diventerà la piazza pensile sopra l'attuale parcheggio Cittadella. Il livello raggiungerà quello delle mura a cui sarà collegata attraverso una passerella su via del Pallone. Al di sotto della piazza, ci sarà un parcheggio multipiano i cui posti andranno a sommarsi a quelli degli altri due spazi previsti, per un totale di 560 stalli. Per questi dovrà essere fatta una variante ad hoc.
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