Il Tirreno

Lucca

Caso Carmignani, udienza rinviata: incongruenze su uno degli episodi

di Gianni Parrini
Caso Carmignani, udienza rinviata: incongruenze su uno degli episodi

Il comandante della municipale di Lucca è accusato di aver usato l’auto di servizio per motivi extra lavoro

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LUCCA. Caso Carmignani, punto a favore della difesa: incongruenze su uno degli episodi contestati. Udienza aggiornata al 14 ottobre; verrà ascoltato uno dei carabinieri della polizia giudiziaria che ha condotto le indagini.

Ieri mattina al tribunale di Lucca si è svolta l’udienza preliminare del procedimento che vede imputato il comandante della polizia municipale Stefano Carmignani, 52 anni, accusato di peculato d’uso e falso. In aula il giudice Riccardo Nerucci, il sostituto procuratore Piero Capizzoto che ha ereditato il fascicolo dal collega Fabio Origlio (ora in corte d’appello a Firenze), e gli avvocati Enrico Marzaduri e Gioia Crippa, legali di Carmignani. Presente anche l’imputato, la cui difesa ha deciso di non fare richiesta per riti alternativi.

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Stando all’accusa sarebbero una dozzina gli episodi di peculato d’uso contestati al comandante. Tutti relativi al periodo che va da settembre a fine ottobre 2015. Il percorso fatto dall’auto civetta (una Grande Punto) utilizzata dal capo della municipale è stato tracciato dal gps sistemato sotto la vettura dalla polizia giudiziaria dei carabinieri in servizio in procura. Secondo gli inquirenti l’auto sarebbe stata usata da Carmignani fuori dall’orario di servizio e per motivi extra lavoro. L’ufficiale è stato immortalato alla guida dell’utilitaria mentre va a Montecarlo, al cimitero del paese, in località Micheloni tra Altopascio e in un negozio di fotografia e noleggio film a Lunata. Secondo l’accusa, inoltre, il comandante avrebbe «taroccato» il numero dei chilometri percorsi, che deve essere annotato su un apposito libretto di marcia istituito due anni fa per evitare confusioni. Da qui l’accusa di falso.

Nell’udienza di ieri, però, la difesa ha contestato uno degli episodi finiti nel fascicolo dell’indagine: si tratta di quello relativo al 16 ottobre. I legali di Carmignani sostengono che quel giorno il loro assistito non fosse in Lucchesia. A corroborare questa tesi c’è un biglietto dell’aereo su cui il comandante sarebbe salito proprio nel momento in cui la pg sostiene di averlo monitorato in una delle sue uscite illegittime con l’auto di servizio. Il pm Capizzoto ha chiesto che venga ascoltato il carabiniere della polizia giudiziaria che ha annotato gli spostamenti di Carmignani in quella data. L’obiettivo è verificare se vi siano i presupposti per un’eventuale archiviazione rispetto a quell’episodio. L’udienza, come detto, è fissata per il 14 ottobre e se non vi saranno altri rinvii (che al momento non sono esclusi) il giudice Nerucci dovrà decidere sull’eventuale rinvio a giudizio del comandante. Quello di ieri può comunque considerarsi un punto a favore della difesa, anche se sul tavolo restano tutti gli altri episodi in cui l’ufficiale è stato monitorato. I legali del dirigente sono comunque fiduciosi di poter smontare sia le accuse sia la gravità degli episodi contestati.

Carmignani è oggetto anche di un’altro filone investigativo, relativo a un’ipotesi di mobbing. In questo caso l’indagine è partita sulla base di denunce presentate da tre-quattro agenti della municipale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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