Finanza
La musica per salvare la chiesa devastata
GALLICANO. La musica in soccorso dell'arte, specialmente quando, in momenti come questo, non ci sono soldi pubblici per ristrutturare i simboli della storia. Accade a Verni, bellissima frazione nel...
GALLICANO. La musica in soccorso dell'arte, specialmente quando, in momenti come questo, non ci sono soldi pubblici per ristrutturare i simboli della storia. Accade a Verni, bellissima frazione nel comune di Gallicano dove, a causa del terremoto dell'ottobre 2013, la chiesa di San Martino è stata danneggiata all'esterno e all'interno. I volontari dell’Associazione Paesana Verni, si sono rimboccati le maniche per riportare il luogo di culto all'antico splendore. Ma, da soli, non è stato possibile riportare tutto alla condizione originaria, e nonostante le richieste né la Curia né lo Stato hanno concesso finanziamenti per il restauro. E allora, stasera sarà di scena il prestigioso coro tedesco della Stimmkultur diretto dal maestro Bernhard Van Halmsik, che da anni ormai è diventato "barghigiano adottivo" ed è sempre in prima fila per questo tipo di iniziative benefiche. Il concerto, a ingresso libero, inizierà alle 21, e si attende il pubblico delle grandi occasioni: «Vogliamo riportare alla vita la nostra chiesa che purtroppo è stata danneggiata dal terremoto del 2013 - affermano i volontari dell'associazione -. I sacrifici fatti finora hanno consentito di rendere agibili solo pochi metri quadrati di uno dei più antichi edifici sacri della Garfagnana, risalente a prima dell’anno 1000. All'interno si conservano un altare maggiore in pietra serena da datarsi al '500, un crocifisso e un pulpito lignei, eseguiti entrambi nel '600 e una Madonna, sempre in legno, del XVI secolo. Oggi contiamo, con la collaborazione di un gruppo di artisti tedeschi che ha abbracciato la nostra causa, di portare l’attenzione di istituzioni ed enti sulla nostra chiesa e su quelle espressioni della scultura, della pittura e architettura sacra che hanno immediato bisogno di fondi per poter essere di nuovo valorizzate ed apprezzate come un tempo».
Nicola Bellanova
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