Attenzione
La fortezza antica bersaglio di attacchi e mire strategiche
Una storia particolare quella di Castiglione Garfagnana dove si trovano le chiese preziose di San Pietro e San Michele
LUCCA. Era l' antico castrum leonis, la più forte delle fortificazioni romane della Garfagnana. Capace di difendersi e di battersi come un leone per proteggere il territorio.
Così nacque Castiglione, il borgo murato protagonista della maxifoto in regalo ai lettori venerdì 22 luglio con Il Tirreno.
Siamo alla diciassettesima delle ventiquattro uscite di "Lucca di notte", la raccolta di immagini notturne che vengono distribuite con la copia del giornale dal lunedì al venerdì (compresi) fino al 2 agosto, giorno dell’ultima maxifoto.
Con l'ultima uscita di questa settimana, il viaggio tra le bellezze del territorio fa tappa ancora una volta verso la montagna, regalando una magica veduta di Castiglione avvolta nell'oscurità.
Situato sulla via che conduceva al passo appenninico di San Pellegrino, il borgo fu sempre tenuto in gran conto per via di questa posizione strategica: per gli eserciti, infatti, quel valico montano era uno dei più facili da attraversare.
E Castiglione è sempre stato lì, a tirar fuori gli artigli per difendersi dai continui assalti di chi voleva conquistare un territorio così strategico.
In particolare la guerra con Lucca fu lunga ed estenuante. Tra la fine del 1100 e il 1300 inoltrato il castello venne distrutto varie volte. Nel 1170 il primo assedio causò danni ingentissimi: la resa impegnò Lucca alla ricostruzione e all'elevazione a sede di Vicaria, ma a causa delle prepotenze e delle onerose tasse imposte, Castiglione si fece promotore di una lega di comuni garfagnini contro la Repubblica.
Nel 1227 un altro assedio, con nuove distruzioni. Seguirono anni travagliati, a causa dei contrasti politici nella zona, finché venne siglata finalmente la pace: era il 1371 e la fortezza fu definitivamente consegnata a Lucca, che vi insediò un commissario permanente.
Risale ad allora l'ampliamento della cinta muraria ancora oggi esistente con i cinque torrioni e la rocca, dotata di gallerie comunicanti con l'esterno. Le torri ebbero ciascuno un nome: della Brunella, dell'Orologio, di San Michele, dei Fattori e di San Pietro.
Da quel momento fino al 1819, dopo il congresso di Vienna, la sorte di Castiglione andò di pari passo con quella della Repubblica lucchese, cui il borgo garfagnino rimase fedele, dimenticando il passato tanto turbolento.
Nemmeno quando la maggioranza delle comunità della Garfagnana passò agli Estensi, nel XV secolo, la tradì.
Anzi, nei primi anni del 1600 dimostrò ancora una volta la sua fierezza difendendosi egregiamente da ripetuti attacchi delle milizie di Casa d'Este.
Nei due secoli successivi regnò la pace, turbata solo da contese locali di poco conto.
Dopo Vienna, Castiglione incontrò di nuovo gli Estensi, ma questa volta senza guerre: il paese venne infatti ceduto da Maria Luisa di Borbone, duchessa di Lucca, al ducato di Modena, sotto cui restò fino all'Unità d'Italia.
In quest'ultimo periodo riemerse l'antica fierezza, pur in tono minore rispetto al passato: il popolo, infatti, si rese protagonista di piccole rivolte e ribellioni che tuttavia si spensero in breve tempo. Anche perché il duca fu promotore di numerose migliorie sul territorio, prima tra tutte la strada che tuttora porta a Modena attraverso il Passo delle Radici.
Oltre alla fortificazione – a detta di molti una delle più belle e meglio conservate in Toscana – nel borgo sono rilevanti le chiese di San Pietro, del 1197, e di San Michele, risalente al XIII secolo.
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