Il Tirreno

Lucca

I metalmeccanici scendono in sciopero per il contratto

di Flavia Barsotti
I metalmeccanici scendono in sciopero per il contratto

Ventimila addetti in provincia divisi in 9.000 aziende protestano per difendere il salario e i diritti della categoria

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Dopo otto mesi dall'avvio del negoziato per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, Fim, Fiom e Uilm della provincia di Lucca, proclamano uno sciopero unitario dei metalmeccanici. L'azione, prevista per oggi (22 luglio), andrà avanti per otto ore con presidi di fronte alle maggiori aziende nella mattina e, dalle 9 alle 12, presso la sede di Confindustria in piazza Bernardini. «Esprimiamo un giudizio critico sull'immobilismo di Federmeccanica, arroccata sulle sue posizioni - dicono i sindacalisti -. È inaccettabile che la discussione verta su una piattaforma da loro presentata che di per sé rivela una anomalia. Se a questa si affianca l'idea di voler escludere dagli aumenti salariali il 95% dei metalmeccanici, le loro proposte diventano ancor più irricevibili». Aumentare gli orari di lavoro, in primo luogo, come proposto da Federmeccanica, per le tre sigle sindacali non migliorerebbe l'organizzazione dello stesso. "La controparte non apre nessuno spazio alla contrattazione decentrata, bensì amplia la possibilità di erogare salario unilaterale e discrezionale - spiega Lamberto Pocai Fiom Cgil -. Il salario diventa una forma flessibile con conseguente precarietà del lavoro e del lavoratore, senza stabilità e con poche garanzie, aprendo una voragine anche per quanto riguarda i servizi degli appalti». La proposta di Federmeccanica, infatti, come spiegano i rappresentanti Fim, Fiom e Uilm, andrebbe a escludere i metalmeccanici dai diritti e dalle tutele di tutte le nuove forme di lavoro e di tutti i lavoratori degli appalti.

«Una situazione - spiega Narcisa Pellegrini, Fim Cisl - che coinvolge 9.000 aziende nella provincia per un totale di 20.000 lavoratori: 15.000 solo su Lucca e Piana. Molte piccole imprese rischiano di chiudere perché fuori competizione: per questo è opportuno imporre una nuova normativa».

L'obiettivo dei tre sindacati, è di un rinnovamento che qualifichi e rafforzi il ruolo del contratto nazionale al fine di garantire il potere d'acquisto del salario per i metalmeccanici; estendere la contrattazione di secondo livello su tutti gli aspetti che compongono la prestazione lavorativa; qualificare le relazioni industriali su un moderno sistema partecipativo; far ripartire gli investimenti e rilanciare una vera politica industriale. Uno strumento, il contratto, necessario per migliorare l'organizzazione del lavoro; tutelare le condizioni di tutte le forme di occupazione e introdurre nuovi diritti di formazione, welfare, partecipazione e valorizzazione delle professionalità all'interno di un nuovo sistema di inquadramento professionale che, nei metalmeccanici, è fermo dal 1973. «In provincia di Lucca, chi lavora con l'export come il settore cartario, riesce ancora a fare bene, ma il metallurgico e il navale sono in sofferenza» afferma Giacomo Saisi di Uilm Uil, sebbene, come sottolinea Pocai, appaia difficile prevedere fino a che punto anche il cartario riuscirà a sostenersi. «Il problema del contratto nazionale non riguarda solo i metalmeccanici, ma anche il pubblico impiego e il commercio - conclude Saisi - Rinnovato il primo, partiranno a pioggia anche gli altri. È solo l'inizio: intensificheremo la nostra lotta a settembre».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa