Finanza
Ripuliscono il Nottolini ma nessuno prende i rifiuti
Volontari riqualificano la zona però si scontrano con le difficoltà di smaltimento. Sarti Magi: «Ho dovuto portare l’amianto a casa, liberarsene è complicato»
LUCCA. Hanno ripulito la zona circostante l’acquedotto Nottolini ma alla fine sono rimasti con il cerino in mano, costretti a portarsi i sacchi dei rifiuti (eternit compreso) a casa, in attesa che qualcuno li aiuti a smaltirli nel modo corretto.
I ragazzi dell’Unione Giovani Liberi mercoledì si sono ritrovati vicino al ristorante la Casina delle Rose per dare una ripulita alla zona. In cinque (pochi, purtroppo, i volontari che hanno aderito all’iniziativa) hanno riempito 17 sacchi della spazzatura e riqualificato l’intera zona. Gomme, mattoni, bottiglie, barattoli, grandi pezzi di eternit, vestiti, cuscini, preservativi e sacchi di erbe secche e rami. Questo lo “schifo” che invadeva la zona e che fa parte della via Francigena. Ora non c’è più un rifiuto.
Ma i volenterosi giovani, soddisfatti per l’opera meritoria messa in atto, poco dopo si sono scontrati con le difficoltà legate allo smaltimento del materiale raccolto. «L’impresa non è pulire la zona, ma liberarsi dei rifiuti: ci vogliono più di tre giorni – sbotta Michele Sarti Magi, che racconta la sua odissea nel mondo dell’immondizia – Alla fine della giornata abbiamo caricato tutti i rifiuti su un furgoncino e siamo andati alla stazione ecologica di Mugnano. Lì abbiamo scoperto che l’amianto, le gomme, i sacchi di rami ed erbacce non potevano essere lasciati, così ce li siamo portati a casa e oggi (ieri per chi legge, ndr) siamo andati alla stazione ecologica di Nave. Ma anche qui abbiamo avuto problemi: gli addetti mi hanno chiesto tessera sanitaria e bolletta di Sistema ambiente e quando ho spiegato loro che non erano rifiuti prodotti da me, hanno risposto che non potevano accettarli. Alla fine, dopo un po’ di discussione, mi hanno permesso di lasciare l’umido, le erbacce e il multimateriale». Non è finita, perché Sarti Magi è rimasto con due gomme di auto e soprattutto con quattro sacchi contenenti manufatti in amianto. «Le gomme le porterò da un disfattino che le prende così come sono – racconta il 19enne – Alla stazione mi avevano chiesto di separare il cerchione in metallo dal resto e francamente non ne sono in grado. Per quanto riguarda l’amianto, invece, la faccenda è ancora più curiosa: mi hanno detto che non avrei dovuto raccoglierlo e che rischio il penale. Per smaltirlo ho solo due strade: pagare una ditta privata o chiamare Sistema ambiente e sperare che ci siano fondi per lo smaltimento gratuito. In quel caso mi darebbero un kit per imballare il materiale e poi verrebbero gli addetti a ritirarlo. Me lo auguro, francamente non mi va di tenerlo a lungo nel giardino di casa».
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