La manifestazione
Ok al sequestro dei beni di Raffaelli
LUCCA. Il tribunale dei diritti reali ha dato l’ok al sequestro ai fini della confisca di circa 18 milioni di beni appartenenti all’ex presidente del Viareggio Calcio Pietro Raffaelli. Fra questi l’im...
LUCCA. Il tribunale dei diritti reali ha dato l’ok al sequestro ai fini della confisca di circa 18 milioni di beni appartenenti all’ex presidente del Viareggio Calcio Pietro Raffaelli. Fra questi l’immobile di Borgo Biaia a Camporgiano, che ospita una cinquantina di migranti.
Raffaelli era stato condannato in via definitiva nel 2008 per associazione per delinquere di stampo mafioso e riciclaggio: accusato di un coinvolgimento nei traffici illeciti del clan Prudentino della Sacra Corona Unita. L’anno scorso, poi, era arrivata una sentenza di assoluzione da parte del gip Silvia Mugnanini dalle accuse di trasferimento fraudolento di beni e di aggiramento normativo delle verifiche antimafia.
Ma gli inquirenti non si sono fermati di fronte a quell’assoluzione. La Dda della procura di Firenze, diretta dal procuratore Giuseppe Creazzo, ha chiesto e ottenuto dal tribunale dopo nuovi accertamenti dei finanzieri il decreto di sequestro preventivo ai fini della confisca rilevando l’esistenza di un « concreto pericolo» che i beni in possesso diretto o comunque riconducibili all’imprenditore versiliese o potessero essere sottratti alla giustizia. I sigilli sono stati posti a cinque società - tra cui l’agriturismo dei migranti a Camporgiano - che per gli inquirenti erano riconducibili, direttamente o indirettamente, a Pietro Raffaelli: 10 unità immobiliari di pregio, 74 terreni di rilevante superficie e alcuni anche edificabili e due auto di grossa cilindrata oltre a conti correnti e quote azionarie. Secondo il tribunale, ci sarebbe stato infatti il concreto pericolo che i beni potessero essere dispersi, sottratti o alienati.
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