Il Tirreno

Lucca

La raccolta del ferro si fa nella legalità

Accanto al progetto di graduale superamento dei campi nomadi, l’amministrazione comunale ha dato vita ad altri progetti che hanno l’obiettivo di migliorare le condizioni igienico-sanitarie dell’insed...

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Accanto al progetto di graduale superamento dei campi nomadi, l’amministrazione comunale ha dato vita ad altri progetti che hanno l’obiettivo di migliorare le condizioni igienico-sanitarie dell’insediamento e anche di originare percorsi di vita e lavoro nel rispetto della legalità.

Lo scorso aprile è partito il progetto “Campo pulito” in collaborazione con Caritas Lucca e Sistema Ambiente, che prevede che dell’area pubblica adiacente al campo nomadi di via delle Tagliate si prendano cura tre persone residenti nel campo a titolo volontario e gratuito, con il solo costo di 300 euro annuali, corrispondenti alla copertura assicurativa. Da settembre inoltre, partirà il progetto “Da marginalità a impresa” che prevede un percorso di accompagnamento per la creazione di imprese individuali da parte di componenti delle comunità Sinti e Rom che raccoglie e commercializza il ferro. Le ditte individuali che si stanno formando saranno seguite dal punto di vista amministrativo dalla cooperativa locale L’impronta e saranno associate alla cooperativa toscana Siamo in regola, consorziata a sua volta all’interno di Equo Punto a capo, una realtà che opera a livello nazionale e che ha a disposizione tutti i mezzi e le licenze per poter conferire e raccogliere il ferro nella piena legalità. Questo progetto sarà realizzato senza che per il Comune ci sia alcun onere finanziario.

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