Il Tirreno

Lucca

In manette altri due componenti della banda di rapinatori

L'oreficeria Aldo Gioielli il giorno della rapina
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L'oreficeria Aldo Gioielli il giorno della rapina

Sono Cesare Satori e Daniel Di Leo. Sono accusati anche dell'assalto all'oreficeria Aldo Gioielli e di alcuni furti

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LUCCA. I carabinieri del comando provinciale di Lucca hanno tratto in arresto altri due componenti della banda di etnia sinti responsabili di rapina ed alcune decine di furti consumati a Lucca, Capannori, Altopascio, Querceta, Massarosa, Pescaglia, colpiti da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Lucca Silvia Mugnaini.

L’esecuzione di tali misure rientra nell’ambito dell’operazione ”Non stop” dei carabinieri del nucleo investigativo e del Nucleo Operativo e Radiomobile, coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Lucca Aldo Ingangi, portata a termine la scorsa notte su tutto il territorio provinciale e, parzialmente, anche in quello di Massa, La Spezia, Pistoia e Grosseto.

Salgono così a 10 le misure restrittive applicate, di cui 8 relative a soggetti tratti in arresto e 2 sottoposte all’obbligo di presentazione alla P.G., mentre sono state complessivamente indagate 19 persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, furto, rapina, ricettazione. In particolare, si tratta di due degli altri autori della violenta rapina del 12 gennaio 2016, all’oreficeria “Aldo gioielli” di Lucca, sulla via Sarzanese, a seguito della quale rimase ferito il titolare, ammanettato all’interno e colpito ripetutamente con pugni e col calcio di una pistola, che si impossessarono di preziosi per un valore di circa sessantamila euro e per la quale analogo provvedimento ieri è stato eseguito nei confronti di Domenico Tarantino e Clei Satori, mentre sottoposta all’obbligo di presentazione alla P.G. è stata una donna.

In carcere sono finiti il fratello gemello Cesare Satori, trentottenne, pregiudicato, nullafacente, residente nell’insediamento nomadi di Querceta ed il nipote Daniel Di Leo, trentaduenne, pregiudicato, nullafacente, residente presso il campo nomadi di Maggiano che, travisati da passamontagna, sono entrati all’interno unitamente ad un terzo soggetto, già individuato ed in via di rintraccio. Infine, nella mattinata odierna si è tenuto il processo per direttissima nei confronti di Samuele Ammoscato, trovato in possesso di diverse piante di marijuana e, pertanto, arrestato per detenzione e coltivazione di sostanze stupefacenti. L’arresto è stato convalidato ed il soggetto è stato tradotto presso la propria abitazione in quanto colpito ieri da altro provvedimento d’arresto per furto aggravato nell’operazione “Non stop”.

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