Il Tirreno

Lucca

Doccia fredda Snai: 50 licenziamenti

di Luca Cinotti ;

Il piano dell’azienda prevede anche 25 trasferimenti

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LUCCA. Ora i numeri ci sono, nero su bianco. E certo non possono lasciar tranquille le famiglie dei dipendenti della Snai. Nell’incontro fra azienda e sindacati, a Roma, la prima ha presentato il suo piano di rilancio del gruppo, dopo la fusione con Cogemat. Sono previsti 90 esuberi sui circa 720 dipendenti totali: il 60% (quindi fra 50 e 55) interesserà la sede di Porcari, la più grande di tutta Italia. A questi andranno ad aggiungersi una quindicina di contratti a tempo determinato nel settore commerciale che l’azienda ha annunciato di non voler rinnovare.

C’è, poi, la complicata partita dei trasferimenti. Secondo quanto annunciato dall’azienda, saranno 25 quelli da Porcari verso altri sedi del Gruppo (Roma o Milano), mentre solo una decina è prevista in arrivo a Porcari.

Alla fine, dunque, i numeri sono arrivati. E - a loro volta - discendono da altri numeri. Quelli dei bilanci di Snai, che negli ultimi cinque anni non sono mai riusciti a scavallare in territorio positivo ma, anzi, hanno cumulato perdite per circa 250 milioni di euro e un debito di 460 milioni. Una situazione che nell’autunno scorso ha portato Snai a decidere per l’unica opzione di “sopravvivenza” possibile: la fusione con il gruppo Cogemat, che ha portato ossigeno alle casse in grave difficoltà della società di Porcari. A quel punto è partito il “secondo tempo” dell’operazione: un’analisi dei costi in vista di una razionalizzazione che ha dovuto tener conto anche delle “sovrapposizioni” fra le posizioni lavorative delle due società che si sono fuse.

Il terzo tempo, invece, ha preso il via ieri: quello che - spiega Mauro Rossi, della Fiom-Cgil, presente all’incontro con Massimo Braccini, segretario regionale Fiom, Massimiliano Bindocci, segretario provinciale Filcams-Cgil e Narcisa Pellegrini, della Fim Cisl - «porterà alla trattativa vera e propria con l’azienda. Ce l’aspettavamo da diverso tempo che la situazione fosse difficile, per questo ora non ci allarmiamo di più rispetto a quanto eravamo già allarmati. Tuttavia, vorrei dire che non siamo nemmeno sull’orlo del precipizio: ora si potrà cominciare a trattare».

Tante sono le possibilità e le ipotesi sul tavolo in una partita complessa come quella che riguarda Snai: a partire dagli ammortizzatori sociali che si potranno mettere in campo e dal perimetro dell’area degli esuberi.

Certo, il percorso non sarà facile. E proprio i sindacalisti sono i primi a mettere in chiaro alcuni paletti: «Riteniamo necessario - spiega Massimiliano Bindocci - che si comprenda la gravità del problema, ed il fatto che per noi il trasferimento dei non volontari ed il licenziamento sono procedure inaccettabili, le persone sono la vera risorsa dell'azienda, non si applica una logica dei tagli per risanare sulla carta i bilanci e magari poi rivendere».

Le parti hanno fissato un nuovo appuntamento, per parlare in particolare di Lucca, il 28 luglio nella sede di Assindustria in piazza Bernardini.

Oggi si terrà invece, in due turni, l’assemblea nella sede Snai di Porcari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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