Il dolore
Niente parti a rischio nei piccoli ospedali
Raffaele Domenici è il superprimario del dipartimento Materno infantile dell’Asl nord ovest. «Ecco come funziona la rete»
LUCCA. I bambini del domani? Nascono in rete. La riorganizzazione della sanità toscana ha ridisegnato i confini delle vecchie Asl accorpando le diverse aree materno infantile in un unico grande dipartimento. Il superprimario dell'enorme settore che si è venuto a creare (11 ospedali e 7.080 parti nel 2015) è il lucchese Raffaele Domenici. Ha 65 anni, molti dei quali spesi a far nascere bambini, i modi gentili del buon padre di famiglia e tifa (con moderazione) per la Fiorentina: «Sa - si giustifica -, parlare di calcio è un buon modo per relazionarsi con i nostri piccoli pazienti».
È lui la persona scelta dal direttore generale Maria Teresa De Lauretis per riorganizzare - o per meglio dire "armonizzare" - le attività dei punti nascita, delle pediatrie e delle ostetricie che si stagliano tra Massa e Livorno. «Dagli Ottanta sono dipendente dell'Asl 2 e da fine Novanta sono a capo dell'area materno infantile di Lucca - spiega - La nostra azienda ha sempre puntato molto sul materno infantile con iniziative e progetti di vario genere: i bollini rosa dell'Onda, la campagna per l'allattamento al seno, la possibilità del “pelle a pelle” tra madre e figlio anche in caso di parto cesareo. Per non parlare della banca del latte, che vanta una tradizione ormai trentennale. Il passaggio al San Luca ha migliorato ancora questo tipo di approccio: il nostro è un ospedale amico del bambino».
Punti nascita. La filosofia del lavoro in rete che l'Asl vorrebbe applicare nell'area vasta è un po' quella propugnata da Platone nella Repubblica: una separazione dei compiti basata sulle vocazioni di ciascuno. Sebbene qui non si abbia a che fare con artigiani, guardiani e filosofi ma con ospedali di primo, secondo e terzo livello, il discorso è più o meno lo stesso. «Non si può pensare di fare tutto ovunque - spiega Domenici - Ci sono livelli di attività diversi per ciascuna sede e ogni ospedale ha una sua vocazione. L'obiettivo è armonizzare queste diversità mettendole in rete e indirizzando gli utenti nelle sedi più adeguate. Faccio un esempio: nei punti nascita di primo livello, ad esempio, (Barga, Piombino ed Elba) possono esser fatti solo i parti fisiologici non a rischio. Quelli più complessi, invece, devono avvenire negli ospedali di secondo livello (Lucca, Livorno, Massa e Pontedera sono IIb, Cecina è un IIa) dove ci sono professionalità e macchinari per affrontare le patologie neonatali di media complessità. Infine, le situazioni ancora più gravi devono andare nelle strutture di terzo livello (Viareggio o Pisa)». A Lucca tutto questo avviene già: «Da tempo – prosegue il superprimario – le gravidanze a rischio si svolgono al San Luca, mentre quelle non a rischio si concludono tranquillamente a Barga. L'idea è di offrire maggiori garanzie alle partorienti e ai neonati. Ora la stessa cosa dovrà avvenire sul resto dell'area vasta: in parte già lo si fa anche se le procedure non sono state formalizzate».
Pediatria. Novità sono attese anche per la pediatria, che al San Luca conta 15 posti letti e 6 incubatrici per le patologie neonatali. «A livello di Asl nord ovest l'obiettivo è omogenizzare i percorsi diagnostico-terapeutici, regolare le osservazioni pediatriche brevi e soprattutto stabilire l'età pediatrica - spiega Domenici - Può sembrare una questione di poco conto ma non è irrilevante: alcune pediatrie ricoverano i giovani sino a 18 anni, altre si fermano a 16. In taluni casi si hanno reparti pieni di adolescenti con un braccio rotto o in attesa di un intervento chirurgico. Il pericolo è quello di non avere posti per i bambini piccoli, che in pediatra invece ci devono stare. L'idea su cui ci stiamo confrontando è di fissare il tetto a 16 anni con un’eccezione per i 18enni con patologie croniche».
Ostetricia. Per quanto riguarda il settore neonatale l'obiettivo è portare avanti un piano per l'inserimento progressivo delle ostetriche al posto delle infermiere. «È una cosa che già avviene nell'area vasta centro - conclude Domenici - sarà un lavoro che affronteremo in maniera graduale e di concerto con i responsabili dei presidi. L'idea è di non creare sconvolgimenti. Anche nel settore chirurgico che fa parte del dipartimento materno infantile, lavoreremo per rispettare le vocazioni sviluppate nel corso del tempo dai vari territori».
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