Il Tirreno

Lucca

La porta più antica l’unica per i forestieri

di Nadia Davini

Edificata tra il 1565 e il 1566 su progetto di Alessandro Resta deve il suo nome all’antica chiesa di San Pietro Maggiore

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. La porta dei record. La più antica, la prima delle Mura rinascimentali, l'unica da cui potevano accedere i forestieri.

È Porta San Pietro, la protagonista della nuova foto in regalo oggi per “Lucca di notte”, la raccolta del Tirreno dedicata all'intero territorio. Edificata tra il 1565 e il 1566 su progetto del milanese Alessandro Resta, ingegnere militare del Duca Emanuele Filiberto di Savoia, chiamato a Lucca su consiglio di Francesco Paciotto dopo le dimissioni di Matteo Civitali, la porta deve il suo nome all'antica chiesa di San Pietro Maggiore, detta in Silice, che si trovava nella zona compresa tra la scesa dell'attuale baluardo Santa Maria e la porta stessa.

I lavori di Porta San Pietro iniziarono nell'aprile 1565 con la posa delle fondazioni e si conclusero l'anno successivo con la costruzione degli ambienti superiori, dove risiedeva il “castellano”, e cioè l'ufficiale che comandava la guarnigione di soldati addetti alla sorveglianza dell'edificio e alla sua chiusura e apertura. «Molto Magnifici et spettabili Signori, del Spettabile Offitio dela Fortifficatione di Lucca Patroni, sempre meij eccellentissimi»: così scrive Alessandro Resta nell'intestazione del progetto per la nuova porta, come riportato da Roberta Martinelli nel suo libro “La città delle Mura. Progetti e realtà di un'impresa lucchese” (Maria Pacini Fazzi Editore, 2010).

Un progetto articolato, che l'ingegnere accompagna con una lunga argomentazione sul ruolo estetico e urbanistico che Porta San Pietro doveva assumere, soprattutto per garantire una maggiore vivibilità della città. Sempre lui infatti, suggerisce la realizzazione di «uno archo trionfale di pictura o, altra cosa finta per magiore Decoro dele entrate dela porta nuova », plasmandone così l'aspetto, caratterizzato da una decorazione architettonica molto varia, con la parte superiore della facciata principale articolata in un grande loggiato sovrastato da un timpano che contiene il motto della Repubblica di Lucca: Libertas. Ai lati, le nicchie con i due leoni di pietra calcarea del XIII secolo; all'interno, le tre gallerie di particolare bellezza, sostenute da potenti pilastri tuscanici a fasce di bugnato su archi ribassati. È un'architettura imponente quella di Porta San Pietro, forse la più complessa fra tutti gli accessi storici alla città. Completavano il quadro Porta Santa Maria (edificata tra il 1592 e il 1594) e San Donato (tra il 1629 e il 1637): tre soli ingressi, a differenza dei quattro che erano di prassi fino ad allora nelle cinte murarie, perché le mutate esigenze difensive - le stesse che avevano spinto alla costruzione della cerchia - determinarono anche la riduzione delle porte, il punto più delicato di tutto il sistema di difesa. Altissimo, infatti, a tratti quasi sacrale, il valore simbolico assunto dalle porte civiche per garantire la difesa dell'indipendenza della città, che affidò la sua secolare autonomia all'imponenza delle sue mura.

Anche per questo motivo Porta San Pietro ricopriva un ruolo doppiamente importante: era la sola da cui, dalla metà del Cinquecento, potevano entrare i forestieri. Due cittadini a turno, da mattina a sera, erano preposti alla registrazione di tutte le persone provenienti da fuori dei confini dello Stato lucchese. Ai forestieri era espressamente proibito portare armi in città che non fossero la spada e la mezza spada.

Le altre armi dovevano essere consegnate ai commissari che risiedevano in una casetta esterna alla porta e solo alla partenza venivano riconsegnate. Gli stranieri che dichiaravano di attraversare la città senza sostare potevano tenere le armi, ma nel loro tragitto erano accompagnati da un soldato. L'edificio - che oggi conserva ancora i portoni di legno rivestiti con piastre di ferro e la saracinesca, anche se la struttura ha subito numerosi adattamenti nell'Ottocento fra cui l'apertura dei fornici laterali nella facciata interna per rendere indipendenti gli accessi pedonali - rappresenta da sempre un luogo di ritrovo e di passaggio per la città, parte integrante della vita della comunità.

Luogo di arrivo e di partenze, dove, non a caso, si trovava il capolinea della tranvia Lucca-Ponte a Moriano, che collegava il capoluogo agli opifici tessili del morianese. Luogo ricco di storia, testimone inconsapevole di fatti cruciali per la città, come quello del 5 settembre 1944, ore 11,45, quando i soldati della Divisione Buffalo entrarono da Porta San Pietro al fianco dei patrioti partigiani, decretando così la liberazione di Lucca dall'occupazione nazifascista. Luogo, ancora oggi, di collegamenti e di memorie, casa dell'Associazione Lucchesi nel Mondo, esempio tangibile di una Lucca che si apre al mondo mantenendo fede alle sue tradizioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa